Donne incatenate

Si allarga la protesta delle donne incatenate

Continua ampliandosi la protesta delle donne licenziate nel 2015 dalla NK di Ceto: lunedì 13 novembre in due si erano incatenate ai cancelli della fabbrica chiedendo immediato lavoro, da questo mercoledì 15 altre due colleghe si sono aggiunte e intanto arrivano segni di solidarietà alle manifestanti.

La protesta prosegue a oltranza e le autrici sostengono di voler andare avanti fino a quando non otterranno risposte concrete dalla politica sul loro futuro. Quindi, si tengono legate alla fabbrica e alle prese con lo sciopero della fame nonostante il freddo e le condizioni climatiche del periodo. Intanto, l’inizio dell’agitazione lunedì 13 novembre  e che ha portato sindacalisti e politici locali al picchetto per dare coraggio, ha smosso qualcosa. Infatti, la Comunità montana della Valcamonica ha convocato un vertice straordinario per mercoledì 22 novembre tra l’ente e i sindacati e fare il punto della situazione. La sensazione è che si possa fare poco, visto che l’azienda non tornerà sui suoi passi, ma si valuta un reinserimento degli ex dipendenti lasciati a casa in altre realtà. Oppure si cercherà qualche imprenditore interessato a riconvertire il sito produttivo dell’ex Nk per trovare impiego ai lavoratori. Per la notte le 4 donne si ritirano in una tenda allestita lì accanto, dove riposano su lettini da campeggio, mentre durante il giorno ricevono solidarietà e visite da amici, parenti, compagni di lavoro, ma mantengono rigorosamente l’impegno dello sciopero della fame, bevendo solo the e caffé.

 

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