Summer Camp: note di spensieratezza a Pisogne

Dopo un anno scolastico travagliato, fatto di chiusure e riaperture, banchi separati e mascherine colorate, per i bambini è venuto il momento di riappropriarsi di un po’ di normalità. L’estate, si sa, è sinonimo di campo estivo, giochi d’acqua e partite a bandierina. A Pisogne le varie realtà presenti sul territorio – scuola, Comune e parrocchia – hanno cercato di fare rete con l’obiettivo di mettere i bambini al centro dei mesi estivi. «Dovevamo darci una mano per superare questo periodo di sofferenza, è importante capire che non siamo realtà separate, ma una risorsa gli uni per gli altri» commenta la Dirigente Scolastica, Monica Gozzini Turelli.

Si sono appena concluse le due settimane di Summer Camp che hanno visto partecipare ben trecento alunni dell’Istituto Comprensivo di Pisogne. Il tema era lo spazio di libero movimento, sia interiore che esteriore, per ritrovare la gioia dello stare insieme. Nelle due settimane di campo estivo, non veniva chiesto ai bambini di raggiungere competenze o risultati: dovevano semplicemente divertirsi e giocare, riscoprire il piacere di essere dei bambini dopo un anno e mezzo di continui sacrifici, dalla perdita dell’inseparabile compagno di banco allo stop dei corsi di nuoto.

La Dirigente racconta di aver fatto una richiesta molto particolare alle insegnanti, uscite sicuramente provate dalla pandemia. «Ho detto loro: basta fare le maestre, anche voi avete bisogno di trovare il piacere di giocare con i vostri bambini».

Nella nostra società non sempre ci si ricorda che dietro ad una professione – qualunque essa sia – c’è una persona, un essere umano in tutta la sua complessità, con sentimenti ed emozioni. Ciò che ha chiesto la preside è un atto di coraggio, quasi sovversivo potrebbe dire qualcuno: liberarsi dalla propria mansione per riconoscersi come persona a 360°. Ha funzionato, perché le due settimane di Summer Camp sono andate molto bene, e la Dirigente si dice soddisfatta: «lo sono sempre quando vedo bambini e insegnanti che ridono insieme».

La seconda settimana, finanziata da degli imprenditori pisognesi, era dedicata ai 60 bambini della sezione bilingue, una full immersion nell’inglese che non si impara solo tra i banchi ma anche giocando e divertendosi.

Durante il campo estivo ai bambini è stato insegnato l’Inno alla gioia, che oltre ad avere una melodia molto orecchiabile ci richiama al nostro essere europei. E ci ricorda che non siamo mai una sola cosa, non apparteniamo mai ad una sola categoria, ma siamo esseri interi e sfaccettati. Siamo tutto e niente, soggetti in continua crescita.

                                       Maria Ducoli

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