Ritratti di donne normali straordinarie: Margherita Benzoni

Margherita parla al telefono mentre passeggia per Ginevra, in un momento di pausa dalla vita da mamma. Al di là dello schermo racconta delle strade europee che ha calpestato. E il più delle volte amato.

Nata e cresciuta ad Artogne, in molti la conoscono come “la figlia del maestro Benzoni”, ma è decisamente molto di più. Dopo l’alberghiera e una laurea in economia del turismo a Brescia va all’estero per due anni. Prende un aereo e atterra vicino a Londra, dove fa la receptionist in un hotel. Qui incontra l’amore e lo segue, cambiando nazioni e modi di vivere. Il marito fa il cuoco e con lui si trasferisce a Ginevra, iniziando a lavorare in hotel sul lago. «Mi piaceva, ma a dire il vero preferivo il back office» sentenzia.

Per un paio di anni va a Mosca, esperienza che le fa ancora oggi brillare gli occhi, nonostante il telefono non permetta di vederli. Lo si capisce da come ne parla, dall’entusiasmo che trapela da ogni singola parola. Dell’esperienza russa conserva dei bei ricordi, ne condivide qualche frammento qua e là. «Facevo parte di un gruppo che organizzava eventi di beneficenza, anche id vasta portata. Eravamo tutte donne, sai lì era ancora forte l’idea che le mogli stessero a casa con i bambini, e avevamo allestito un evento che avrebbe coinvolto tutta la comunità di San Pietroburgo. Era stato davvero bello respirare quel senso di comunità, ritrovarsi tutti insieme, sentirsi parte di qualcosa». Infatti, dopo la nascita di Andrea, nel 2016 Margherita si trasferisce a San Pietroburgo, una città totalmente diversa dalla capitale. Nel 2019 nasce Tommaso, e l’anno successivo ritornano in Italia, dove si fermano in Sardegna. Il 2020 non è di certo il periodo migliore per il settore alberghiero, farcela è impossibile. Allora si rifanno le valige, forse per sempre, e si torna a Ginevra.

Le chiedo se abbia mai avvertito la mancanza di casa, viaggiare continuamente comporta l’effetto collaterale di sentirsi sempre un po’ stranieri. Margherita ammette che non è sempre facile essere lontana, avere paura di non fare in tempo a tornare nel caso in cui succedesse qualcosa. Non pensava di certo di fare tutte queste cose o di andare in posti così lontani come la Russia, s’immaginava piuttosto in qualche città turistica italiana.  Ma, si sa, i piani sono fatti per essere trasformati. La sua forte capacità di adattarsi l’ha aiutata spesso: «guardo i locali, e provo a fare come loro. Mi piace replicare le loro tradizioni». Margherita viene da Artogne, ma abita il mondo. Ha fatto sue lingue che non conosceva, culture spesso in contrasto con la propria, e ha imparato a sentirsi a casa ovunque fosse. Perché alla fine, casa è uno stato d’animo.

                                     Maria Ducoli

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