Valle Camonica Wind Festival: l’estate si fa suonando

Dopo un anno di prove e simulazioni di concerti su Zoom, si torna a suonare davanti ad un pubblico in carne ed ossa. Su un palco, con l’emozione che precede la performance, si prende fiato per riversarlo nel bocchino e lasciare che le note si espandano nell’aria.

Sabato avrà inizio il Valle Camonica Wind Festival che, giunto ormai alla terza edizione, porterà sul suolo camuno artisti di fama nazionale e internazionale, oltre che una ventata di melodia. Il Festival è organizzato sotto la direzione artistica dell’Orchestra Fiati di Valle Camonica attraverso l’associazione Brescia FilHarmonica e si pone come obiettivo è la divulgazione culturale. L’iniziativa, inoltre, rientra all’interno del Piano Integrato della Cultura di Regione Lombardia che richiede una collaborazione con le altre realtà territoriali, cosa molto importante perché la cultura condivisa assume più valore. In quest’ottica, l’appuntamento previsto per il 22 agosto al Passo del Tonale sarà inserito nel Water Music Festival di Ponte di Legno e sarà dedicato interamente ai bambini, in collaborazione con Scuola Teatro di Valle Camonica.

Stefano Cresci, presidente dell’Orchestra Fiati di Valle Camonica è ottimista e confida in una buona risposta da parte del pubblico: «il territorio è recettivo, ma va stimolato e in quest’ottica il nostro Festival – ma anche gli altri – servono proprio a questo». Saranno infatti cinque gli eventi che animeranno la Valle a suon di musica, cominciando da sabato 10 luglio all’Archeopark con il concerto da camera Mai Dire Gatto.

Il direttore artistico Denis Salvini ammette che in passato si è spesso guardato all’esterno nell’organizzare eventi di questo tipo, senza fare un passo concreto in Valle Camonica. Quando gli viene chiesto se il nostro territorio sia pronto a questo livello di musica, noi abituati alle bande di paese, risponde con sicurezza «l’essere un corpo bandistico è spesso considerato denigratorio, mentre è un patrimonio e un arricchimento notevole. La banda ha una connotazione sociale che non può essere ignorata ed è un dovere del territorio sostenerla».

È sicuramente coraggioso portare un Festival di questo genere sul nostro territorio – dove, tra l’altro, mancano spazi appositi come viene fatto notare dagli organizzatori. Come si può fare? «Non si deve avere paura di non seguire il mercato e i gusti del pubblico. Si deve rischiare». Se poi va bene, la soddisfazione è doppia.

                                 Maria Ducoli

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