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Rapporto Sprar: la sfida è abbandonare l’accoglienza prefettizia per una integrazione di qualità


In attesa che le attività avviate dal nostro governo sul fronte della cooperazione in Africa portino risultati concreti e che si muova qualcosa a livello europeo, la vera sfida sul fronte dell’accoglienza è quella di lasciare progressivamente il sistema di tipo prefettizio, che ha esaurito ormai la sua funzione, per adottare sempre di più il sistema di integrazione di qualità di cui lo Sprar è diventato ormai modello di riferimento”. Lo ha detto Matteo Biffoni, delegato Anci all’Immigrazione, nel suo intervento alla presentazione del Rapporto Sprar 2016 illustrato durante una conferenza stampa.

Biffoni ha sottolineato come nel 2016 sono stati fatti grandi passi in avanti verso un sistema di accoglienza sostenibile e diffuso sul territorio, puntando all’allargamento della rete dei Comuni dello Sprar. Siamo partiti da un dato di fatto: l’esigenza di dare una risposta al disagio dei sindaci e delle comunità rispetto ad un’accoglienza spesso disordinata, in strutture alberghiere che allarma le comunità. I primi risultati cominciano ad arrivare grazie ai progetti presentati questa primavera ed ai molti Comuni che hanno già deliberato l’adesione e stanno procedendo a presentare domanda allo Sprar”.

Richiamandosi all’esperienza realizzata negli ultimi mesi dalla città metropolitana di Bologna, Biffoni ha ricordato come “di fronte ad un fenomeno migratorio non più semplice emergenza sia necessario che tutti gli enti locali si attrezzino in modo pragmatico: dare una risposta a questo problema che interessa le nostre comunità non solo si può ma si deve”.
A suo parere “è però fondamentale che i Comuni si facciano parte del sistema, affinché gli arrivi siano equamente ripartiti sui territori nel rispetto di chi arriva e delle comunità che accolgono. Il dialogo tra le prefetture e i sindaci è dunque imprescindibile”.

Sullo sfondo restano però una serie di nodi, primo fra tutti quello della revisione normativa a livello europeo. che vanno ancora sciolti e che non sono nella semplice disponibilità dei Comuni. “Non possiamo permetterci che un modello in grado di fornire risposte efficaci resti invischiato in un sistema che non gira più”, ha evidenziato Biffoni. Da qui la nuove frontiera indicata dal delegato Anci all’Immigrazione. “Insieme allo sforzo che sta compiendo la politica, i Comuni devono riuscire ad accompagnare lo Sprar nella sua età adulta. Dopo la fase della crescita e dell’emergenza, è questo il terreno su cui dobbiamo concentrare la nostra azione”, ha concluso Biffoni. 


 

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