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Rapporto Sprar, Nicotra: «Nostro obiettivo è integrazione di qualità» Verso sistema unico immigrazione


Grazie alla nostra azione in questi anni siamo riusciti a compiere un primo importante passo predisponendo una diversa distribuzione territoriale dei migranti. Ma quello che ci preme di più è dare vita non tanto ad un sistema di prima accoglienza, quanto ad un circuito di integrazione di qualità. Un sistema del genere può realizzarsi solo con il protagonismo dei territori e dei sindaci che sono in grado di dialogare con le comunità e con tutti i soggetti che vi operano”. Lo ha evidenziato il Segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra nel suo indirizzo di saluto alla presentazione dell’Atlante Sprar 2016 presentato nella sede nazionale dell’Associazione.

Secondo Nicotra, un sistema fortemente centrato sui percorsi di effettiva integrazione, come garantisce da anni lo Sprar, fornendo tra l’altro servizi sulla formazione professionale e l’inserimento scolastico per i minori, ha anche il vantaggio ulteriore di garantire molto sul versante della sicurezza. “Solo con questi sistemi monitorati riusciamo ad assicurare il controllo dei percorsi delle persone accolte dalle comunità”, ha spiegato. Il segretario generale ha riepilogato poi l’impegno dell’Associazione. “Come Anci – ha detto – crediamo che esiste un problema molto grande che impatta sulla vita delle comunità e sui sindaci, ne abbiamo registrato il disagio ed abbiamo deciso di fare la nostra parte per dare una risposta. Pensiamo che si possa fare accoglienza ed integrazione in modo ordinato senza attendere che finisca l’emergenza. Abbiamo ottenuto per i Comuni che presentano i progetti Sprar la clausola di salvaguardia che vuol dire rispetto di una percentuale di presenza equilibrata. I sindaci non sono obbligati a presentare i progetti, possono attendere come dire gli eventi ma noi ci siamo sforzati di fare una proposta per un sistema di accoglienza sostenibile e attraverso il ruolo dei Comuni capace di assicurare la qualità del controllo delle presenze”.

“In questa direzione – ha continuato – significativo è quanto previsto nel decreto Mezzogiorno in cui si stabilisce un maggior contributo per ogni persona in accoglienza, pari a 700 euro, per i Comuni della rete Sprar e 500 euro per i Comuni sedi di Cara o Cas. Altro importante successo – ha aggiunto Nicotra – è la deroga per le assunzioni a tempo determinato per il personale da impiegare nella gestione dei servizi di accoglienza dello Sprar, un importante risultato che consente ai Comuni di portare avanti concreti percorsi di integrazione”.


 

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