Quarantena ed isolamento

Le modalità di separazione di una persona dalle altre a causa del virus COVID-19 sono 2: la quarantena (isolamento preventivo) e l’isolamento, entrambe possono essere domiciliari o extra domiciliari. La quarantena può essere definita come un isolamento precauzionale. Si chiama così perché ai tempi della peste nera durava 40 giorni. Attualmente la quarantena è variabile a seconda della patologia in causa, nel caso del COVID-19 è di 14 giorni. Nello specifico, mettere in quarantena una persona significa isolare un soggetto che ha avuto contatti non protetti o non sufficientemente protetti, con un paziente che è affetto da COVID-19, essendo risultato positivo al tampone naso faringeo, oppure un contatto con una persona con sintomi fortemente indicativi di una patologia da corona virus anche in assenza di un tampone positivo. La durata della quarantena coincide con il periodo di incubazione che rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio, cioè l’ingresso del virus nell’organismo umano, e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che per il corona virus vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.
L’isolamento vero e proprio domiciliare o extra domiciliare invece consiste nella separazione di un paziente affetto da infezione da coronavirus dai famigliari e da qualsiasi altra persona. Ovviamente in questo caso l’isolamento è molto più lungo perché inizia con la comparsa dei primi sintomi della malattia e va protratto fino alla guarigione e successiva negatività di 2 tamponi consecutivi, eseguiti a distanza di 24 ore. Se per qualsiasi motivo non è possibile eseguire i tamponi, l’isolamento va protratto per 28 giorni dopo la guarigione clinica, cioè la scomparsa dei sintomi. Sia che si tratti di quarantena che di isolamento in soggetto malato, è necessario che il paziente interessato stia in una stanza da solo, separato dal resto della famiglia, con possibilità di accesso in un bagno che utilizza solo lui. Se questo non è possibile il malato deve utilizzare asciugamani personali e ad ogni uso del bagno questo va prima aerato e poi disinfettato. La stanza dove staziona e dove dorme deve essere frequentemente aerata. Nel caso di isolamento per infezione da corona virus, oltre a seguire fedelmente la terapia prescritta dal medico, è molto importante tenere monitorate la temperatura corporea, e la saturazione di ossigeno nel sangue, tramite un saturimetro. E’ poi importante una corretta alimentazione ed una abbondante idratazione. Da evitare l’immobilizzazione a letto, cosa che spesso il paziente tende a fare a causa della intensa stanchezza, che è uno dei sintomi caratteristici della patologia.
La prolungata immobilizzazione può causare trombosi venose e conseguentemente embolia polmonare che è la complicanza più temibile della patologia in quanto va ad intaccare più o meno gravemente i polmoni che sono già spesso compromessi, essendo i principali organi bersaglio del COVID-19. E’ perciò fondamentale che il paziente cammini più volte al giorno per qualche minuto nella sua stanza oppure se possibile su un terrazzo, evitando le ore più calde e le più fredde.

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