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Orobie Ultra Trail, fine della corsa per i runners «selvaggi»?

Dopo tre edizioni di successo l’Orobie Ultra Trail si trova di fronte alla salita più impegnativa: la ricerca delle risorse economiche. Con le sue tre gare l’edizione 2017 ha visto circa duemila partenti sulle tre gare, atleti provenienti da 38 nazioni per 5 continenti diversi. Numeri che confermano l’internazionalità della gara orobica.

Per le passate edizioni l’Agenzia Spia Games, agenzia bergamasca che supporta l’ASD Asso Orobica nell’organizzazione dell’evento, ha investito molto andando a coprire le spese che, nonostante le iscrizioni e gli sponsor, sono sempre molte. «È una gara molto costosa da un punto di vista organizzativo a causa dello sviluppo del percorso, di conseguenza dei ristori, tutto questo comporta un lavoro e un impiego di mezzi e persone enorme», sottolineano gli organizzatori dell’evento.

L’evento è cresciuto molto e gli organizzatori hanno deciso di adottare una nuova prospettiva, ovvero piano triennale per progettare nuove gare e strategie a medio e lungo termine. La ricerca di sponsor e partner è iniziata i primi di settembre, la direzione è la creazione di un pool di aziende territoriali, nazionali e internazionali che credono nell’evento e sono disposte a farlo crescere con il loro contributo.  «Diverse aziende hanno dato la loro disponibilità e hanno confermato la volontà di far parte del pool, tra queste alcune già sponsor e partner – aggiungono –. Sono in corso accordi con Eolo SPA, azienda che sta investendo molto nel mondo del trail, e che permetterebbe un valore aggiunto importante. Grazie alla tecnologia GPS che metterebbe a disposizione ogni atleta potrà essere tracciato durante tutto il percorso aumentando in modo esponenziale la sicurezza individuale oltre a dare la possibilità di seguire gli atleti con un live track in diretta».

Fondamentale è e sarà anche il sostegno delle amministrazioni comunali in particolare il Comune di Bergamo e il Comune di Clusone. «Le risorse però non sono ancora sufficienti e continua perciò incessante il lavoro di ricerca di sponsor e partner. Nelle prossime settimane – conclude la nota –, l’organizzazione valuterà se si potrà continuare o si vedrà costretta a interrompere questo magnifico progetto».

 

Federico Marzullo


 

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