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Nomine partecipate, la Lega attacca Rossi (PD). Frecciate a Forza Italia

Sulla nomina del presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi (PD) negli Istituti Educativi irrompe la Lega di Bergamo con un attacco a mezzo stampa che non risparmia nessuno, neanche Forza Italia, partito che sostiene Rossi da ben due mandati, il secondo ormai in scadenza. Nomine quelle avvallate peraltro dalla segreteria provinciale del PD che Gianfranco Masper, capogruppo in Provincia per il Carroccio, e Enrico Sonzogni, commissario del partito leghista, hanno definito un vero e proprio «schiaffo alla democrazia e all’etica tanto sbandierate in questi anni» dal numero uno di ViaTasso. «Si sono dimostrati i classici poltronari attenti solo alle proprie convenienze politiche ed economiche», è l’affondo.

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Gianfranco Masper, capogruppo LEGA Provincia di Bergamo


Le nomine in Istituti Educativi (ente con un patrimonio di 100 milioni di euro) riguardano cinque esponenti dell’attuale maggioranza in Consiglio provinciale, tre dem e un forzista.  «Quello che è scandaloso – sottolineano dalla Lega – è che in tutto questo le minoranze non siano state tenute in considerazione. Farlo alla fine del mandato è poi a dir poco immorale». I due poi ricordano l’amministrazione Pirovano (Lega). L’ex presidente della Provincia era stato accusato di essere poco democratico ma aveva nominato nel Cda degli Istituti Educativi solo due rappresentanti del Carroccio.

Dalla Lega frecciate anche a Forza Italia. «Questo comportamento finirà per condizionare le nostre scelte future. E’ una scorrettezza», avvisano dal quartier generale leghista.

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Matteo Rossi, presidente della Provincia di Bergamo


Attacchi al quale il numero uno di Via Tasso Matteo Rossi raggiunto telefonicamente ha risposto precisando che: «Sotto il profilo della legittimità non sussiste il minimo problema rispetto alle nomine nelle due partecipate. Sotto il profilo politico mi limito a dire che in questi anni ho visto poche persone quando c’era da lavorare, molte di più quando c’erano da cercare nomine. A noi interessa dialogare con chi è portatore di idee e progetti – conclude il presidente della Provincia di Bergamo –, non di certo con chi in questi anni è stato all’opposizione del territorio e dal quale ora ci si aspetta più serietà rispetto al Governo del paese».

 

di FEDERICO MARZULLO


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