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Nei guai con la Finanza il settore sportivo del rally

Le Fiamme Gialle della Guardia di Finanza di Erba coordinate dalla procura di Como hanno svolto un’accurata indagine nel settore sportivo del rally per false fatturazioni, dove sarebbero coinvolti anche i rappresentanti di diverse scuderie bresciane. Attualmente sono 15 le società coinvolte con le accuse ipotizzate di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione, tanto da portare al sequestro preventivo di conti e beni mobili e immobili.

Sembra che le scuderie di rally, per abbattere il proprio reddito e l’Iva a debito derivanti dalla cessione di spazi pubblicitari e dal noleggio di auto, usassero fatture per operazioni inesistenti emesse da società cartiere create ad hoc per facilitare l’evasione fiscale. Secondo la Guardia di Finanza, le indagini effettuate sui conti correnti intestati alle società coinvolte e ai rispettivi rappresentanti legali hanno confermato le accuse visto che, a fronte dei bonifici effettuati per giustificare il pagamento delle fatture false, venivano svolti prelievi di denaro contante finalizzati alla restituzione delle somme trasferite al netto di una percentuale che variava dal 1 al 20% e versamenti su diverse carte di credito prepagate intestate a prestanome. Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Como, su richiesta del pm, ha disposto il sequestro preventivo di 5,2 milioni di euro pari all’imposta evasa all’Erario. Sono 19 le persone segnalate all’autorità giudiziaria e residenti nelle province di Brescia, Como, Lecco, Milano, Novara, Reggio Emilia e Roma. Secondo l’accusa, sarebbero tre i soggetti a capo dell’organizzazione, operanti nel settore delle gare automobilistiche come le scuderie, gli sponsor e le società di promozione pubblicitaria, organizzazione e realizzazione di manifestazioni sportive, attraverso la vendita e l’acquisto di spazi pubblicitari da cui le scuderie ricavano il denaro necessario per competere.

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