Il sale

Il sale in antichità era molto prezioso ed era considerato come una vera e propria moneta tanto che la parola salario deriva dalla paga che ricevevano i gladiatori e i soldati dell’antica Roma, costituita prevalentemente da sale. Il sale da cucina è costituito da cloruro di sodio (NaCl), un elemento molto diffuso nell’ambiente e anche all’interno di tutti gli organismi viventi. Viene utilizzato per insaporire i cibi ed anche per la loro conservazione.
Si distinguono 2 tipi principali di sale: il sale marino che si ottiene per evaporazione dall’acqua del mare in appositi stabilimenti chiamati saline e viene poi opportunamente raffinato per eliminarne le impurità ed il salgemma o sale di rocca
Che viene estratto dalla roccia, ovvero dalle miniere di sale che si sono formate per l’evaporazione di enormi masse di acqua marina. A differenza di quello marino il salgemma non necessita di raffinatura perché privo di impurità e quindi è più ricco di iodio. Un tipo di salgemma molto conosciuto è il sale rosa dell’Himalaya.
Il sale è fondamentale per la vita umana, è necessario come l’acqua. E’ alla base di molte reazioni chimiche e di molte funzioni fisiologiche. E’ fondamentale per mantenere l’equilibrio dei liquidi nel nostro organismo e per permettere una normale trasmissione degli impulsi nervosi. La quantità di sale nella dieta non dovrebbe superare i 5 g, un cucchiaino da caffè ne contiene 10 g.
In realtà in media la nostra dieta giornaliera contiene circa 12 g di sale. Più del doppio della quantità consentita. Un eccesso di sale è dannoso per il nostro organismo per vari motivi. Innanzitutto è una delle principali cause dell’ipertensione arteriosa che a sua volta è un importante fattore di rischio per le cardiopatie, per le ischemie e ictus cerebrali. Un eccesso di sale può provocare anche ritenzione idrica e provocare anche danni renali in quanto sovraccarica il lavoro dei reni, la cui funzione principale è proprio quella di eliminare il sodio in eccesso; può aumentare il rischio di carie e osteoporosi perché il sodio stimola il rilascio di calcio dalle ossa e dai denti. A lungo andare un eccesso di sodio può anche danneggiare la mucosa gastrica e va assolutamente evitato in gravidanza, in quanto alla base dell’ipertensione gravidica, condizione che può creare serie complicanze di vario tipo durante la gestazione.
Quindi per la nostra salute dobbiamo imparare ad usare meno sale, utilizzando una serie di accorgimenti quotidiani che permetteranno al nostro gusto di abituarsi rapidamente, sono accorgimenti importanti per tutti, ma fondamentali per coloro che soffrono di ipertensione arteriosa, osteoporosi ed insufficienza renale.
E’ innanzitutto consigliato l’utilizzo di erbe e spezie, invece del sale, per insaporire i cibi.
Limitare il consumo di piatti industriali e sughi già pronti.
Risciacquare a lungo le verdure e i legumi in scatola.
Limitare il consumo di formaggi stagionati, dando la preferenza a quelli freschi.
Limitare al massimo il consumo dei salumi che devono il loro nome proprio al fatto di essere ricchi di sale. Cuocere pasta e riso in acqua poco salata.
Non mettere la saliera in tavola.
Quando si acquista il sale meglio preferire il sale iodato; l’aggiunta di iodio è importante per prevenire i disturbi della tiroide che sono particolarmente diffusi nelle nostre valli montane dove l’acqua è povera di iodio.

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