Francesca

Il «Pane della Valle dei Segni» lascia senza parole la giuria francese

Acqua di montagna, cereali di montagna e olio di gomito per impastare con amore il suo pane. Francesca Scarlatti, la fornaia 22enne di Darfo ha impastato nuove farine con vecchi cereali della Valle Camonica preparando davanti agli occhi stupiti dei giudici del concorso europeo «Patrimoine Alimentaire Alpin», in alta Savoia, a Chartreuse D’Aillon, un pane da 10 e lode. Ad accompagnare la giovane camuna al concorso, Elena Turetti del Distretto culturale di Valle Camonica, ma a fare la differenza per darle la giusta carica sono stati proprio il sostegno di papà Marino ed i preziosi suggerimenti dell’amico Daniele Astori di Coccaglio. Francesca ha sbaragliato la concorrenza – nel concorso si sfidavano Austria, Francia, Svizzera, Slovenia e Italia – impastando e cuocendo davanti alla giuria, tre pagnotte da due chilogrammi fatte con pasta madre, segale, grano saraceno e mais nero spinoso. Lasciando tutti a bocca…piena. Un pane, quello della 22enne, con un nome che ha tutto da dire: «Pane della Valle dei Segni», un brand che viene attribuito sempre più alla Valle Camonica. Il pane cucinato in Francia ora è anche presente sulle ceste del negozio di famiglia di Francesca, a Darfo. Oltre ad aver lasciato a bocca aperta i giudici francesi, la treccia della 22enne, fatta con le tre farine camune, ha ricevuto anche il premio come “miglior pane essenziale” dal Bio Distretto di Valle Camonica.

Immagine del Giornale di Brescia.

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