il caso ranitidina

Il caso Ranitidina

La ranitidina è un farmaco che si somministra per curare patologie gastriche quali le ulcere, le esofagiti da reflusso e le gastriti erosive, in quanto è in grado di ridurre la secrezione acida dello stomaco.

Di solito è prescritta dal medico,ma è presente a basse dosi anche in medicinali da banco. Era molto prescritta anni fa prima che entrassero in commercio gli inibitori di pompa (prazoli), che si sono dimostrati più efficaci nella cura delle patologie gastriche in quanto bloccano la secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco in modo più efficace. Prima che questi ultimi entrassero in commercio svariati milioni di pazienti assumevano la ranitidina, anche per periodi prolungati, attualmente invece i pazienti che la assumono sono nettamente diminuiti, in quanto la prescrizione è limitata ai pazienti che hanno controindicazioni o effetti collaterali per l’assunzione dei prazoli.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto il ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutti i lotti di medicinali contenenti il principio attivo ranitidina prodotto presso l’officina farmaceutica SARACA LABORATORIES LTD – India. Tra questi ci sono alcuni lotti di Buscopan Antiacido che contiene anche ranitidina, è invece normalmente in commercio e privo di rischi il normale buscopan. Il motivo è la presenza, in alcuni di questi lotti, di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani). Si tratta di sostanze dotate di potenziale rischio cancerogeno che si possono ritrovare anche in molti alimenti. In questi casi le autorità sanitarie operano secondo il principio di precauzione, che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa. A scopo precauzionale, l’AIFA ha anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da SARACA LABORATORIES LTD, in attesa che vengano analizzati, quindi questi ultimi non sono stati ritirati dal commercio, ma solo sospesi. Si tratta quindi di un intervento a scopo esclusivamente precauzionale (la prudenza non è mai troppa) per 2 motivi: il primo motivo è che non tutti i farmaci contenenti ranitidina contengono nitrosammine, il secondo motivo è che non è assolutamente stato provato l’effetto cancerogeno delle nitrosammine sull’uomo, è stato provato solo sugli animali di laboratorio in seguito alla somministrazione di dosi elevate.
Come sempre succede quando compaiono delle vicende che destano una vasta eco e che creano allarme nella popolazione, subito compaiono anche delle fake news. Anche in questo caso sono apparsi elenchi di farmaci non ufficiali e non veritieri. Se avete dei dubbi su farmaci che state assumendo, basta che controlliate sulla confezione o sul foglietto illustrativo se sia presente ranitidina, oppure controllate l’elenco dei farmaci sospesi sul sito ufficiale dell’AIFA ,oppure ancora chiedete consiglio al vostro medico di famiglia.

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