Guerra Ranieri risponde ai giornalisti: “I passi preliminari da compiere sono parecchi”

Nel corso della conferenza della Protezione Civile di mercoledì 8 aprile, al fianco di Angelo Borrelli era presente il professore Guerra Ranieri. Durante lo spazio riservato alle domande dei giornalisti, il professore è intervenuto per chiarire alcune questioni importanti.

Si parla molto di “fase 2” e di screening di massa per la popolazione. Come verrà gestita la riapertura delle attività in Italia?

I passi preliminari da compiere sono parecchi, avendo visto l’andamento della curva epidemica anche oggi direi che non siamo in diminuzione netta, ma in rallentamento. La curva si abbassa progressivamente e in maniera lenta: c’è un certo numero di asintomatici che sta continuando a contribuire al serbatoio dei contagi. Le due cose possono andare in parallelo: si può predisporre una valutazione del rischio per classe di lavoro, per tipologia geografica, per classe di età, tutto quanto considerando sempre l’andamento della curva e tenendo presente che c’è una categoria di persone che rimane particolarmente vulnerabile. Non credo che il Governo Italiano voglia riaprire senza prestare massima attenzione a questa vulnerabilità“.

Vi rimproverate qualche scelta relativa all’utilizzo dei tamponi, specialmente verso fine febbraio-inizio marzo, quando di fatto l’emergenza ha avuto inizio? Sono stati commessi degli errori?

Non credo, non è una questione di errori fatti. La questione riguarda la fotografia del quadro epidemico in un determinato momento. Di fronte a certi dati andava attuata una determinata strategia. La questione dei tamponi rimane sempre la stessa. Con un’epidemia “matura” in cui la trasmissione è altamente sostenuta come quella che si è verificata in seguito, le procedure cambiano drasticamente. Lei non deve aspettare l’esecuzione di un tampone che peraltro è difficile da procurare ed eseguire, lei non aspetta di avere un risultato a quarantotto ore come può accadere, lei deve agire immediatamente. Errori da questo punto di vista non ne sono stati fatti“.

Come OMS, avete intenzione di imporre alla Cina la chiusura dei mercati di animali selvatici che sono stati all’origine di questa emergenza?

Attribuite all’organizzazione un potere cogente nei confronti delle autorità statali che l’organizzazione non ha. Non siamo un governo mondiale e non possiamo prendere le redini dei giochi, siamo di fronte a stati sovrani con una propria autorevolezza su quanto avviene all’interno del loro confine. Certamente chiediamo di identificare rischio, genesi del contagio ed evoluzione. Io penso che la Cina abbia preso coscienza di questo fatto e ho informazione che il governo stia prendendo provvedimenti adottando rigore assoluto in questo senso. Le ultime grandi epidemie sono di fatto zoologiche“.

In tutta Italia si ha l’impressione che ci siano ancora troppe persone in giro; è necessario dare nuove disposizioni agli italiani? 

Per quanto riguarda le decisioni del Governo Italiano bisognerebbe chiedere al Governo Italiano. Siamo in un momento in cui si comincia a vedere la luce, in altri paesi ancora questa luce non c’è. Le misure di contenimento finora adottate hanno avuto un riscontro preciso: quello che vediamo oggi sono i provvedimenti presi due settimane fa, siamo confortati da un’efficacia dimostrabile. Queste misure possono portare all’abbattimento della curva, la circolazione del virus è rallentata. Sappiamo che siamo in un momento in cui sta diminuendo ma è ancora molto vulnerabile e può tornare a crescere non appena ci siano focolai epidemici anche piccoli. Rilasciare provvedimenti senza valutazioni e conoscenze precise, senza sapere qual è la circolazione del virus in Italia nel suo complesso, potrebbe essere controproducente e pericoloso. Continuando con queste misure si avrà un’efficacia sempre maggiore. Siamo una società allargata ed estremamente mobile. La mobilità di cui lei parla va combattuta con le armi della consapevolezza e con la comunicazione efficace e continua. Ogni persona ha una responsabilità individuale che è profondamente etica: bisogna comprendere questa eticità, è fondamentale per continuare“.

Francesco Moretti

 

 

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