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Nei guai i responsabili del furto della campana

Conclusa la vicenda della campana rubata dalla parrocchia di Anfurro, in data 17 febbraio 2013. Il cimelio è stato rinvenuto dai Carabinieri della Stazione di Artogne che, dopo una serie di accertamenti, ha individuato il luogo dov’era nascosta in un’officina meccanica di Esine.

La campana di bronzo, risalente al 1830, era stata ritrovata nella giornata di mercoledì 5 dicembre, in seguito a un controllo amministrativo da parte dei Carabinieri presso l’officina. La campana era stata seppellita nel giardino esterno dell’attività. A finire nei guai sono stati il titolare 53enne e il figlio 28enne.

I due avevano raccontato ai Carabinieri di aver acquistato la campana per poche centinaia di euro da un soggetto sconosciuto che aveva proposto loro la vendita. Il clamore suscitato per il furto e il timore di esser scoperti li aveva spinti a seppellire la campana nel terreno. 

Nell’officina i Carabinieri hanno rivenuto una vera e propria collezione di articoli militari d’epoca, tra cui armi inertizzate risalenti alle due guerre mondiali; sequestrata anche una pistola lanciarazzi, illegalmente detenuta in quanto arma comune da sparo. Padre e figlio sono stati denunciati per ricettazione e detenzione abusiva di arma mentre la campana di bronzo è stata infine restituita al parroco della parrocchia dei Santi Nazzaro e Celso di Angolo Terme.

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