Book Tales: un focolaio culturale a Chiari

Durante il primo e rigidissimo lockdown, cercavamo un modo per evadere da una realtà che ci aveva messo con le spalle al muro. E poi cercavamo anche un modo per uscire – almeno idealmente – dalle mura domestiche.

Abbiamo riscoperto che ci piace leggere e, tra le pagine di quei libri che finalmente avevamo il tempo per tenere in mano, abbiamo ritrovato anche noi stessi. Nel periodo in cui il settore culturale è stato massacrato, la città di Chiari, da qualche mese dichiarata prima Capitale Italiana del Libro, dà il via a Book Tales: una serie di dibattiti e dialoghi online con autori, giornalisti, insegnanti, social media manager ed editori.

Si tratta di una proposta culturale di qualità, nato dalla collaborazione con il CRELEB – il Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca – dell’Università Cattolica di Brescia e i Master Professione Editoria e BookTelling. Dal 1° marzo al 26 giugno, ogni lunedì sui canali social del Comune di Chiari e della Rassegna della Microeditoria, si terranno i tre percorsi nei quali è articolato Book Tales. Marzo sarà dedicato ai dialoghi tra Edoardo Barbieri e alcuni protagonisti del mondo del libro in Italia, per poi passare il mese successivo a degli incontri con i protagonisti della comunicazione, curati da Paola Di Giampaolo. Infine, a maggio si terranno dei webinar operativi con i docenti dei due Master in Editoria dell’Università Cattolica. In concomitanza verrà bandito il concorso Io, Bookinfluencer, in cui i partecipanti potranno cimentarsi nella realizzazione di una recensione, di un audio per podcast o di un contenuto per Instagram. I migliori elaborati verranno poi condivisi il 26 giugno, nel primo Forum Nazionale dei Bookinfluencer.

In un mondo sempre più social, in un periodo in cui per relazionarci con gli altri dobbiamo per forza rivolgerci ad uno schermo – e sperare che la connessione tenga – abbiamo ampliato notevolmente il nostro vocabolario. Influencer, bookstagrammer, podcast, live, sono parole che abbiamo iniziato a masticare soprattutto nei mesi pandemici, momento in cui avevamo una gran fame di cultura. Viste le restrizioni, ci siamo affidati a nuovi modi per parlare di libri, ci siamo fidati e abbiamo scoperto che ci piacciono persino. Così, la città di Chiari ha deciso di approfondire i luoghi e gli strumenti con i quali si può affrontare il tema della lettura in tutte le sue sfaccettature.

«Si tratta di una grande opportunità soprattutto per i giovani, è un percorso di qualità che può lasciare strumenti e competenze utili a livello trasversale» commenta Chiara Facchetti, assessore alla cultura di Chiari. La città è da anni al lavoro per la promozione della lettura e per la valorizzazione dei piccoli e medi editori, e il riconoscimento arrivato nell’ottobre 2020 da parte del Ministero della Cultura che ha definito Chiari Capitale Italiana del Libro è stato un traguardo importante. «Abbiamo la possibilità di confrontarci con enti e istituti culturali di un certo livello e qualità ed è anche un importante investimento per il territorio, volto ad avvicinare sempre più persone ai libri e a creare una comunità che diventi portatrice sana di cultura».

L’unico contagio che non dobbiamo temere, e che anziché toglierci l’aria, ce la dà.

                                       Maria Ducoli

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