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Mal’Aria di città: ci avete rotto i polmoni

I livelli di inquinamento atmosferico sono troppo lontani dai limiti normativi previsti per il 2030 e sopratutto dai valori suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La salute dei cittadini è a rischio. La lotta allo smog nelle città italiane è ancora in salita. Nonostante una riduzione dei livelli di inquinanti atmosferici nel 2023, le città faticano ad accelerare il passo verso un miglioramento sostanziale della qualità dell’aria. I loro livelli attuali sono stabili ormai da diversi anni, in linea con la normativa attuale, ma restano distanti dai limiti normativi che verranno approvati a breve dall’UE, previsti per il 2030  e soprattutto dai valori suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), evidenziando la necessità di un impegno deciso, non più rimandabile, per tutelare la salute delle persone.

Parlano chiaro i dati del report Mal’Aria di città 2024 che analizza i dati del 2023 nei capoluoghi di provincia, sia pera i livelli delle polveri sottili (PM10, PM2.5) che del biossido di azoto (NO2). In sintesi, 18 città sulle 98 monitorate, hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PM10 . La Lombardia è presente : Mantova (via Ariosto) con 62 giorni,  Milano (Senato) registra 49 , Cremona (P.zza Cadorna) 46, Lodi (V.le Vignati) 43, Brescia (Villaggio Sereno) e Monza (via Machiavelli) 40.

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