TEB ALBINO

Zogno vende il sedime, addio tram delle valli? No, non è affatto vero

Attenzione a dire che se si vendono binari e stazioni bisogna dire addio al tram delle valli (TEB 2), perché non è affatto così. “Tutt’altro – afferma il vicesindaco e assessore delegato all’Urbanistica ed edilizia privata del comune di Zogno, Giampaolo Pesenti –. La vendita dell’ex sedime ferroviario non implica affatto la perdita del vincolo della futura tranvia e di conseguenza il passaggio della TEB 2, quindi il tracciato rimane assolutamente tutelato”.

La precisazione tramite una nota a mezzo stampa, arriva all’indomani di alcune pubblicazioni apparse su organi di informazione online. Nello specifico si fa riferimento in particolare all’articolo pubblicato dal maggiore quotidiano online della bergamasca (clicca qui) e nel quale l’ex assessore provinciale Sonzogni interviene a proposito della vendita – tramite asta pubblica – di una porzione del tracciato su cui circa 60 anni fa viaggiava la ferrovia valle Brembana (FVB). “Nel caso in cui sarà percorsa la soluzione di modifica di tracciato proposta dalla San Pellegrino Spa con la procedura di VAS in corso (in fase di recepimento dei pareri degli enti) la proposta tecnica fatta da San Pellegrino Spa migliorerà gli aspetti di occupazione del tracciato della fascia A del fiume (fascia di esondazione) presenti sul progetto attuale della TEB”, illustra l’assessore Pesenti (VEDI GRAFICO). L’ipotesi di TEB è peraltro presente anche nel PGT del comune.


GRAFICO

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Ma c’è dell’altro. “Alla possibilità di variante urbanistica e con la proposta di modifica del sedime approvata dagli enti, la nuova sede del tracciato proposta sarà oggetto di vincolo di utilizzo pubblico registrato e trascritto, pertanto il passaggio sarà tutelato anche in questo caso. Il vincolo tranviario rimane – sottolinea Pesenti -, e rimarrà sulla parte di progetto fattibile e condiviso con TEB”. 

Il vicesindaco di Zogno poi tiene a sottolineare ancora come sia bene “ricordare chi è contro lo sviluppo della Valle per pretesti politici e non per la realtà delle azioni. La vita reale è fatta di progetti, risorse, lavoro, sudore e sviluppo”.

Tra l’altro se non si arrivasse in tempi tecnici ragionevoli la casa madre multinazionale potrebbe tagliare il budget non utilizzato. “Sarebbe un ulteriore danno per la nostra valle, visti anche i ritardi avuti nella ripresa dei lavori della variante di Zogno che hanno portato allo slittamento di alcuni investimenti molto importanti sul territorio da parte di operatori privati. E – occorre ribadirlo -, senza chi ci mette le risorse non si crea sviluppo”. 


 

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