annegati nel Garda

Sub polacco muore nel Garda a Tremosine

Nella giornata di venerdì 22 settembre si è consumata una nuova tragedia nelle acque della sponda bresciana del lago di Garda: un sub polacco di 38 anni è morto nel tentativo di raggiungere il record di immersione in profondità.

E’ successo davanti al porto di Tremosine, zona preferita da molti subacquei proprio per la grande profondità del Benaco in questo tratto. Lo straniero, che era arrivato sul Garda 24 ore prima, giovedì 21, era con altri tre amici per compiere quell’immersione. Così di prima mattina, intorno alle 8 di venerdì, si è calato per cercare di arrivare ai 275 metri di profondità, vale a dire toccare un nuovo record, nel luogo dove qualche giorno prima Luca Pedrali, noto sub, era arrivato a 264,8 metri con l’assistenza dei tecnici e specialisti. Secondo i racconti degli amici del polacco, si sarebbero dovuti ritrovare in profondità a 50 metri per poi risalire lentamente verso la superficie. Ma qualcosa non ha funzionato, inducendo la compagnia del 38enne ad allertare i soccorsi. Sul posto è giunto un vasto schieramento tra Guardia costiera, vigili del fuoco, un’ambulanza, i carabinieri e i sommozzatori. Per diverse ore le ricerche sono andate a vuoto, fino a quando è giunta una motovedetta con un robot da profondità. Intorno alle 18 si è dato fine al dramma, con il rinvenimento del cadavere dell’uomo a 230 metri sotto il livello del lago. Gli inquirenti vogliono verificare attraverso le strumentazioni indossate dal sub se ci sia stata una leggerezza. Anche perché arrivare a 275 metri di profondità è un limite pericoloso per l’uomo. Qualche mense fa un altro polacco, Darius Pawlusz di 48 anni aveva perso la vita del Garda.

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