Si cerca l’arma che ha ucciso Gianna del Gaudio

Proseguono in modo serrato le indagini sulla morte di Gianna Del Gaudio, insegnante in pensione di 63 anni, trovata nella sua abitazione di piazza Madonna delle nevi a Seriate attorno alle 0.40 di sabato 27 agosto (Foto: Il Giorno).

A distanza di 21 giorni non è ancora stato possibile dare un nome all’assassino: le indagini si presentano complesse più del previsto. Quella notte alle 0.43 il marito della vittima, Antonio Tizzani, ha chiamato il 118: dopo essere uscito per buttare l’immondizia, avrebbe ritrovato la moglie a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si sarebbe introdotto in casa e avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire proprio dopo aver visto rientrare il marito della vittima Questa la sua versione dei fatti, che però non finora non ha trovato riscontri: nessun estraneo appare nelle immagini delle telecamere di sorveglianza nella zona del delitto. Come atto dovuto, Tizzani è indagato a piede libero. Giovedì 15 settembre gli inquirenti hanno interrogato a lungo Paolo Tizzani, figlio della coppia, con la moglie Elena Foresti, che quella sera erano stati a cena con Gianna e Antonio. Nella giornata di venerdì 16 settembre i carabinieri sono tornati nella zona della villetta per cercare l’arma del delitto: un coltello lungo 30 centimetri o un grosso taglierino, che non è ancora stato trovato, nonostante le ricerche iniziate già nelle ore successive all’omicidio. E’ stato perlustrato in particolare il parco che si trova di fronte all’ingresso della villetta. Oltre al giardino, attraverso un aspiratore gli inquirenti hanno cercato all’interno dei pali che sorreggono la rete del campo da basket. Ma nulla, nessuna traccia dell’arma. Le ricerche proseguiranno nelle prossime ore: il ritrovamento del coltello, con eventuali tracce, potrebbe dare una svolta al caso.

 

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