Scuola…di vita, generazioni diverse s’incontrano al Museo

Gli studenti della scuola elementare di Santa Brigida hanno festeggiato i loro nonni con una visita al Museo etnografico. Occasione per offrire una opportunità di scambio ed incontro tra generazioni.

Lo scorso 5 ottobre gli studenti della scuola elementare di Santa Brigida hanno festeggiato i loro nonni con una visita al Museo etnografico. A fare da guide proprio loro: i nonni, ma anche molti anziani del paese. L’iniziativa promossa dal Centro Museale di Santa Brigida, in collaborazione con le insegnanti della scuola, è stata anche l’occasione per offrire una opportunità di scambio ed incontro tra generazioni.

Sono bastati monega, penacc e bricola per far sì che i ricordi degli anziani riprendessero vita. Ricordi di quando anche loro studenti si recavano a scuola, con un tocco di legna per alimentare la stufa, e di quando la loro cartella, ricavata da pezzi di sacco, veniva divisa tra più fratelli; di quando la mattina ci si recava a messa e, quando ai piedi si indossavano gli scarpinocc (pantofole cucite con pezzi gomma e tela). di quando poteva capitare che la fame era tanta da mangiare dagli scarti destinati alle galline; di quando i giochi non riempivano scatole su scatole della propria cameretta, ma venivano fabbricati direttamente dai bambini e usati tutti insieme in piazza.


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“Forse era meglio, o peggio? Non lo sappiamo. Quello che è certo è che in un mondo in continua evoluzione a ritmi tanto veloci che la vita dei bambini è così lontana, diversa da quella vissuta dai loro nonni, diventa evidente che il rischio di perdere conoscenze secolari di storia è quanto mai reale: un’urgenza culturale”, fanno sapere dal Centro museale.

“E’ in quest’ottica che racconti ed esperienze abbandonano la loro vesti nostalgiche e assumono un valore così vitale e concreto per noi e le giovani generazioni – aggiungono-. La chiave per capire il nostro mondo, per ritrovare la relazione con le nostre radici. Un bisogno che abbiamo molto avvertito dai bambini, dalle loro domande, dai loro sguardi attenti, curiosi e un po’ stupiti e che hanno ringraziato i nonni con delle bellissime poesie e dei doni simbolici, preparati con dedizione e cura insieme alle maestre”.

 


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