San Pellegrino premia il genetista e filosofo Boncinelli: “Ai giovani dico di non perdersi d’animo: create nuove strade”

Gianpietro Salvi: “Bello poter organizzare questo evento dal vivo. La tecnologia è bella, ci aiuta, ma l’empatia si ha solo se si sta ad un metro di distanza”. San Pellegrino Terme (BG), 26 settembre 2020 – Associazione Genesis di San Pellegrino Terme e Azygos hanno portato a San Pellegrino Terme un convegno per approfondire, con i più esperti professionisti del settore, la continuità delle cure nel percorso diagnostico e terapeutico delle persone con malattie neurologiche, anche e soprattutto in chiave Covid-19 e, come da tradizione, si è svolta anche la consegna del Premio Gensis “Città di San Pellegrino”. A ricevere il riconoscimento Edoardo Boncinelli, genetista, filosofo e accademico italiano che – incalzato dal moderatore Gianpietro Salvi, presidente di Genesis – non poteva esimersi dal commentare l’attuale situazione di forte incertezza, infondendo del sano ottimismo: “Ora il pianeta sta protestando. Come uscire da questa crisi? Senza piagnistei ma facendo qualcosa di costruttivo – spiega il genetista e filosofo – . Ai giovani dico di non lamentarsi, non perdersi d’animo. Il mondo, oggi, è complicato: siamo più numerosi, siamo più colti. Fate quello che vi piace, perché i compromessi sono segno di intelligenza e razionalità, ma a lungo andare sfiancano. E poi, magari, create qualche strada nuova. Non abbiate paura, ammettete i vostri limiti ma non ingigantiteli e credete sempre in voi stessi” “Siamo molto soddisfatti di questo evento – dichiara Gianpietro Salvi, presidente di Associazione Genesis e moderatore dell’incontro –, sia perché abbiamo portato personalità di spicco tra cui il premiato, che ci ha illuminato con le sue pillole di buon senso, sia perché abbiamo potuto organizzarlo dal vivo, con la presenza fisica. La tecnologia è bella, ci aiuta, ma l’empatia si ha solo se si sta ad un metro di distanza”.

Dalla filosofia alla lotta sul campo al Covid-19 passando per le più moderne terapie, il convegno sampellegrinese ha trattato l’attuale emergenza a 360 gradi.
“La Federazione Europea di Neuroriabilitazione, che raccoglie tutti i Paesi, ha promosso una presa di coscienza per affrontare il problema della diffusione del Covid-19 – spiega la dott.ssa Caterina
Pistarini, direttore sanitario Istituto Clinico Scientifico Maugeri di Genova – Ci sono Paesi come Francia, Spagna, Germania, che sono sembrati più pronti ad affrontare l’emergenza. L’Italia ha
dovuto affrontare l’emergenza per prima mettendo in atto misure che sono state poi prese d’esempio dagli altri stati. Paesi dell’Europa dell’Est come Polonia, Repubblica Ceca o Slovacchia stanno
affrontando ora il problema della diffusione. Quindi una riorganizzazione del sistema sanitario, sull’esempio italiano, è stata poi approntata in tutto il mondo. Eventi come quello di oggi, basati su
esperienza diretta, possono servire a diffondere una nuova cultura dell’affrontare le complicanze oggi dovute al Covid o in altre situazioni individuali o collettive”.

Tra i tanti equilibri sanitari ad essere stravolti in tempi di Coronavirus anche la figura del caregiver, il familiare o la persona amicale di riferimento per le persone con disabilità. A parlarne il dott.
Antonio De Tanti, direttore Clinico e Primario Fisiatra presso il Centro Cardinal Ferrari a Fontanellato (Parma): “Il Covid-19 ha devastato il modello di assistenza del caregiver e, senza
questa relazione, ha reso molto più faticoso il processo di cura e di guarigione. Quindi ciò ci ha costretto a trovare soluzioni alternative, ad esempio, comunicazione a distanza, telefonica o video
chiamate con i tablet, ingresso dei familiari in sicurezza”. A chiudere il convegno l’intervento dell’ingegner Stefano Mazzoleni, ricercatore e docente di biorobotica presso della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che pone l’accento sull’importanza di una tecnologia sempre più al servizio dell’uomo, soprattutto dei più fragili: “La ricerca scientifica
pensa alla qualità della vita delle persone con disabilità, a servizio delle strutture sanitarie. In questo periodo Covid ci ha permesso di fare innovazione. In questo senso, la robotica può quindi essere sfruttata negli ospedali, per la telepresenza, per pazienti e operatori, per controllare le aree pubbliche, far disinfezione, utilizzare i droni per consegnare cibo e medicinale. Inoltre la robotica si è “alleata” con l’intelligenza artificiale per portare maggiori benefici a cittadini e soprattutto alle persone con disabilità e più fragili. La tecnologia deve essere etica e accessibile a tutti”.

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