Ritratti di donne normali straordinarie: Michela Camossi

Con il suo cane Grisù che le scodinzola intorno, portandole e riportandole una pallina da tennis almeno dici volte, Michela racconta di sprazzi di vita comunitaria. Da un carnevale fatto un po’ per caso, un gruppo di amici si consolida e dà vita a Fucine ad una serie di attività che animano e uniscono soprattutto i più giovani.

Michela, infatti, da anni si occupa del gruppo giovanissimi della parrocchia, una realtà fresca e vivace che unisce momenti di riflessione e crescita ad altri più ricreativi. A Michela piace il senso di comunità che si viene a creare, il sentirsi tutti parte di qualcosa, ciascuno con le proprie caratteristiche. Ed è proprio la comunità ad essere al centro di Casa Zaccaria, l’associazione di cui lei è la presidente.

Lavora in comune a Darfo, si occupa di turismo e sport, ma «il primo amore rimane la biblioteca», dove ha iniziato nel 2006, subito dopo la laurea in Lettere. La cultura e il contatto con i ragazzi le piacciono, tanto che nel lockdown si è immatricolata nuovamente all’Università per acquisire i crediti mancanti per accedere all’insegnamento. Non ci aveva mai pensato prima, anzi, se qualcuno le avesse chiesto se avesse voluto stare dietro ad una cattedra, avrebbe spalancato gli occhi e scosso velocemente la testa.

Ma le cose cambiano, e a volte anche le convinzioni più assolute vengono riviste. Così Michela è tornata sui libri, alle prese con esami e tesine da consegnare all’ultimo. È stata coraggiosa: davanti a lei si è aperto un bivio: avrebbe potuto continuare con la propria occupazione part-time in comune, lavoro che le piace nonostante la pandemia l’abbia sicuramente diminuito, oppure avrebbe potuto buttarsi in qualcosa di nuovo che richiede molti più impegni e sacrifici. Michela non ha di certo intrapreso la strada più facile, ha deciso di seguire le proprie passioni anziché le comodità. Ha messo davanti le ambizioni, forse complice il tempo dilatato della quarantena che le ha dato la possibilità di riflettere maggiormente. E così, anche le strade che sembravano più lontane e impercorribili, diventano improvvisamente un possibile sentiero da seguire. O forse uno dei tanti, perché l’energia di Michela sembra essere molta.

Socievole e spigliata, ma anche pratica e diretta, arrossisce di tanto in tanto. Una timidezza che non diresti mai viene a galla, esplode per qualche secondo e poi torna a riaddormentarsi. Una pagina di Instagram piena di libri, montagne e viaggi, una delle cose che le mancano di più dallo scoppio della pandemia. Non si è mai persa d’animo, però, nemmeno quando il virus l’ha fatta tremare di fronte alla potenza con cui arrivava e colpiva  a destra e a manca.

«È passata, dai» dice sorridendo.

                                   Maria Ducoli

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