Ritratti di donne normali straordinarie: Mariella Minini

Mariella, classe 1963, è la quarta di sei figli. Silenziosa e tranquilla, cresce giocando all’aria aperta, circondata dai suoi fratelli, con la musica suonata dal padre che si insinua nelle stanze di casa, per poi uscire e liberarsi nell’aria.

A quindici anni s’iscrive allo scientifico, per poi seguire la sorella al Calini di Brescia dove frequenta il classico. Sono gli anni della contestazione studentesca, ancora viva e pulsante in città a differenza della Valle Camonica, dove era già sciamata. Figlia di due insegnanti di scuola elementare, Mariella si sposta alle magistrali dove conclude il suo percorso scolastico partecipando attivamente alle attività studentesche. Decisa a voler entrare a sua volta nel mondo scolastico, frequenta la facoltà di pedagogia a Verona. Nel mentre incontra l’amore, si sposa, nascono Valentina e Roberto. Fare tutto le diventa insostenibile, così si ritira dagli studi per dedicarsi ai propri bambini.

Nel frattempo, comincia a fare delle supplenze prima sporadiche e poi annuali. Le piace la vitalità che si respira a scuola, il chiacchiericcio vivace che anima le aule, il profumo di matite nuove e caramelle alla fragola. Partecipa ad un corso di specializzazione sul sostegno, intanto entra di ruolo sul posto comune. Nel 2000 riprende gli studi iscrivendosi a Scienze dell’educazione, sempre a Verona. Studia, insegna, cresce i suoi figli: è determinata, Mariella, non si lascia intimorire da nulla. Quando ha un’idea la porta avanti, facendo centro.

Da sempre appassionata lettrice, per circa 17 anni è responsabile del Progetto Lettura, con il quale cerca di trasmettere il suo interesse anche ai più piccoli. Se da una parte ci sono i libri, dall’altra c’è sicuramente il digitale. Si approccia alla tecnologia – quel mondo sconosciuto e al tempo stesso sempre più preponderante – da autodidatta e, diventata vicepreside nel plesso di Darfo 2, si occupa anche della formazione degli insegnanti.

Le giornate di Mariella sono divise tra l’ufficio e la classe, le piace stare in mezzo a quei bambini che vede crescere e che sente sempre un po’ suoi. Propone loro attività non consuetudinarie, si slaccia dai libri, dai banchi e dal gesso. Li porta fuori, all’aria aperta, li fa sperimentare nell’orto. E nei giorni di pioggia li riporta in classe, unisce i banchi – o forse è meglio dire univa, usando l’imperfetto per quel tempo che solo ora ci accorgiamo essere quasi perfetto – e li fa lavorare al giornalino scolastico.

Due giorni alla settimana Mariella prende il treno e scende a Brescia, a fare da tutor agli studenti della facoltà di Scienze della formazione, esperienza che le permette di guardare l’insegnamento da un’altra angolatura. E poi, la sera possiamo vederla collegata alle varie conferenze del Circolo Culturale Ghislandi, di cui è la presidente. Mariella è un concentrato di energia, che mette in tutto ciò che fa. A settembre vorrebbe cambiare le materie che insegna, ma, che sia italiano o matematica, sicuramente ai suoi alunni trasmette qualcosa che va al di là di qualsiasi regola grammaticale: la determinazione.

                                    Maria Ducoli

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