Ritratti di donne normali straordinarie: Anna Tedeschi

Anna ha trentacinque anni ma ne dimostra almeno dieci in meno, complice il sorriso e la solarità che colpiscono al primo sguardo. La pelle ambrata di chi non lavora sotto una luce artificiale, Anna racconta di strade che si prendono, si cambiano, si intersecano. E di sentieri di montagna.

I suoi famigliari aprono l’Azienda Agricola Scraleca di Capo di Lago all’inizio del duemila, e lei dà una mano di tanto in tanto. Non avrebbe mai pensato di lavorarci quotidianamente, dopo la maturità ambiva a spiccare il volo a qualche chilometro di distanza dal suo habitat. Va a Bergamo, dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dopo un’esperienza lavorativa nel settore, capisce che non fa per lei. Allora parte, forse alla ricerca di sé. Sta quattro mesi a San Francisco, il tempo necessario per rispolverare l’inglese, e poi torna. Salta nel vuoto, e quando atterra si trova.

Anna, infatti, decide di provare a dedicarsi all’azienda agricola, non senza qualche timore visto che non aveva fatto studi agrari o enologici. Ma lei ce la mette tutta: «s’impara sul campo, lo sto ancora facendo e probabilmente lo farò anche tra dieci anni».

Lavorare a stretto contatto con la natura non solo le piace, ma ha anche un effetto calmante, lenendo ogni piccola o grande difficoltà. Le piace l’attività pratica, il mettere le mani in pasta e vedere i risultati concreti: il vino, l’olio e la farina di mais che l’azienda agricola produce. Il mondo dell’agricoltura è tanto complesso quanto stimolante, a detta di Anna. Le tante, piccole realtà del territorio vogliono fare rete e, se ogni attività ha le proprie particolarità, l’obiettivo è comune: la valorizzazione della Valle Camonica. Anna si sente fortunata, perché a differenza di altri ha avuto la possibilità di scegliere la propria strada. Si trovava ad un incrocio con molte, forse troppe, vie da poter intraprendere. Ha fatto una scelta coraggiosa, «non so se lo sia, non sono partita da zero, avevo le spalle coperte» ribatte, piena di quell’autocritica che le fa giudicare il proprio operato in maniera molto severa. Sempre.

Eppure, il coraggio non le manca perché cambiare totalmente strada non è facile. Sarebbe più semplice cimentarsi nel proprio ambito di studi, seguire un corso d’acqua lineare. Saltare nel vuoto, richiede una buona dose di intraprendenza, anche se l’azienda agricola è della tua famiglia. Mentre il mondo scorre veloce, correndo verso tecnologie e cemento, Anna torna alla natura, alla terra e al sole. Ai ritmi lenti, scanditi dal tempo atmosferico, al quale ci si deve necessariamente inchinare.

Anna è l’esempio di come a volte non contino tanto le conoscenze o il cammino percorso, quanto l’intraprendenza che porta a dirigersi verso un terreno sconosciuto. Ogni cambiamento richiede una buona dose di coraggio, è più facile restare dove si è, invece che rischiare e mettersi in gioco. Anna è felice, e se non è questa una vittoria, allora cosa potrebbe esserlo?

(fotografia di Matteo Marioli)

                                         Maria Ducoli

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