Regione: obiettivo rafforzare sanità territoriale

Prosegue in Regione Lombardia il percorso che porterà alla nascita delle Case e degli Ospedali di comunità,. La Giunta regionale ha infatti definito il quadro programmatorio. Dopo la presentazione del progetto pilota su Milano, l’ obiettivo ora è fare un altro passo verso una sanità più territoriale di prossimità. Un provvedimento fondamentale che ci dà scadenze altrettanto importanti da qui alla fine dell’anno.

Nell’ambito della revisione della ‘legge 23’ sul Welfare regionale è stata già illustrata la riorganizzazione delle strutture sanitarie in Lombardia. Tale messa a punto prevede la presenza sul territorio di 203 Case della comunità (1 ogni 50.000 abitanti). Inoltre di 60 Ospedali di comunità (1 ogni 150.000 abitanti) e 101 Centrali operative territoriali (1 ogni 100.000 abitanti). Nell zone di montagna lo standard previsto dalla riorganizzazione per le Case della Comunità è di 1 ogni 25.000 abitanti.

Delle strutture sopra indicate, in ciascuna delle Ats lombarde ci sarà la graduale attivazione di almeno due Case della Comunità e un Ospedale di Comunità. Ciò entro il 31 dicembre 2021. Ha fissato inoltre il 30 novembre 2021 come termine per la verifica della fattibilità tecnico-economica dei progetti da parte della direzione generale Welfare.

Il piano strategico ha inoltre già fissato altre scadenze sull’agenda di lavoro. Hanno così esaurito nel mese di ottobre la ‘fase 1’ con l’identificazione degli interventi sugli edifici esistenti del Ssr. A dicembre pertanto passeranno alla ‘fase 2’.

Nelle zone prive di edifici del Ssr idonei, tale fase prevede nello specifico l’identificazione d’interventi su immobili di proprietà degli Enti locali. Adatti dunque a svolgere la funzione di Casa della Comunità o Ospedale di Comunità. Dopo un ampio confronto con loro e attraverso un successivo provvedimento. A questo riguardo la delibera dà mandato alle Ats di procedere alla valutazione delle strutture individuate, sentiti gli Enti locali.

Una sanità sempre più attenta alla cura della persona prima ancora che della malattia. Quello dell’identificazione delle strutture è quindi un tassello importantissimo, che dà ulteriore concretezza al  percorso. Ora occorre proseguire dunque con determinazione con l’agenda di lavoro programmata. L’obiettivo infatti è attivare dei presìdi nel segno della territorialità, delle competenze e delle professionalità umane, e anche delle opportunità tecnologiche. Ciò, in effetti, attraverso medici di medicina generale, infermieri e team multidisciplinari. Tutti capacii di collaborare tra loro e offrire le risposte e i servizi migliori alla collettività”.

 

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