rapinatore negozio fiori

Polizia di Stato arresta rapinatore di un negozio di fiori

Lo scorso 9 gennaio, intorno alle ore 19, è pervenuta presso la Sala Operativa della Questura di Brescia, una segnalazione di tentata rapina presso una fioreria di via Corsica.

Infatti il titolare dell’esercizio commerciale ha sorpreso un soggetto di origine centrafricana nel tentativo di rubare all’interno della cassa, azione che è stata interrotta dall’intervento del richiedente che cercava di fermarlo.

Lo straniero ha reagito violentemente intraprendendo con il proprietario del negozio una forte colluttazione, a seguito della quale è riuscito a darsi alla fuga; nel corso della stessa l’uomo faceva rompere una busta in suo possesso contenente, tra le altre cose, un vaso di passata di pomodoro il cui contenuto macchiava, in parte, gli abiti del fuggitivo.

La corsa dell’uomo si è interrotta all’altezza del sottopassaggio ferroviario di via Sostegno grazie all’intervento di una pattuglia della Polizia Ferroviaria e di un equipaggio del Commissariato Carmine, immediatamente giunto sul posto. 

L’uomo fermato è stato, senza ombra di dubbio, riconosciuto dagli operatori poiché la sua descrizione era perfettamente combaciante con quella fornita dalla vittima della rapina. Inoltre erano evidenti le vistose macchie di pomodoro che il soggetto aveva sui pantaloni procurate nel corso della rocambolesca fuga.

Il soggetto, identificato per A.M., nato in Burkina Faso nel ’74, pregiudicato per reati specifici contro il patrimonio, è stato tratto in arresto per il possesso di banconote false (2 tagli da 50€) e deferito in stato di libertà per il reato di rapina, di ricettazione e di indebito utilizzo di carte di credito

Infatti, nel corso della perquisizione sono state rinvenute in suo possesso alcune carte di debito/credito e una collanina, le cui sottrazioni erano state denunciate la mattina stessa da un italiano residente a Bagnolo Mella, ed una fede matrimoniale all’interno della quale vi è l’incisione “Pierina 25.01.1997”.

L’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’indagato il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare in carcere.  

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