Panace di Mantegazza: cos’è, dove si trova e come proteggersi

Continuano le operazioni di bonifica del Panace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum) anche a Vezza d’Oglio e a Sonico, in alta Valle Camonica. Entrare in contatto con questa erba gigantesca quando si è esposti alla luce solare può essere davvero pericoloso perché provoca delle gravi infiammazioni cutanee con cicatrici e vesciche. Se ne stanno occupando i volontari del gruppo GEV della Comunità montana di Valle Camonica, con il botanico Innocenzo Bona e i Comuni, molto sensibili verso questa minaccia.

In pratica il Panace di Mantegazza impedisce alla pelle di proteggersi dai raggi solari, e le conseguenze sono delle dolorose scottature che possono lasciare evidenti cicatrici. Se la sua linfa entra in contatto con gli occhi, può causare cecità momentanea o permanente.

Si può trovare lungo sentieri e argini, parchi, cimiteri e terreni incolti. Come riconoscerla:
  1. Il colore delle foglie: sono verde chiaro brillante e tendente al giallo con le profonde lobature e segmentazioni;
  2. L’aspetto del tronco: spesso e robusto, simile a quello del carciofo, con striature rosso scuro e contornato da peli irti;
  3. L’aspetto ovoidale dei frutti e del loro involucro, nel momento della fioritura rimane attaccato alla base dell’ombrella e tende ad appassirsi;
  4. Il diametro e l’imponenza dell’ombrella che è la più grande tra le ombrellifere.

(foto di Botanica Rhaetica – Innocenzo Bona)

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