operazione snowfall

Operazione Snowfall

Nella notte del 22 maggio la Squadra Mobile di Bergamo, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Milano, Torino, Brescia, Mantova, Cremona, Como, Lecco, Sondrio e Parma, e del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, ha dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.IP. presso il Tribunale di Bergamo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ed ha tratto in arresto diverse persone.

HARIZI Adriatik, nato a Lekaj (Albania) nel 1984;
GURI Bledar, nato a Kavaje (Albania) nel 1995;
EL HAMRAOUI Jawad, nato Settat (Marocco) nel 1980;
MAHIRI Hicham, nato a Beni Amir Ovest (Marocco) nel 1990;
KAPCARI Genc, nato a Shkoder (Albania) nel 1977;
ALIJAJ Edin, nato a Shkoder (Albania) nel 1992;
SALVIONI Marco Mario, nato a Bergamo nel 1991;
HOXHAJ Midren, nato a Fier (Albania) nel 1990;
FZAL Abdellah, nato a Casablanca (Marocco) nel 1975;
EL HAIRANI Hamid, nato a Beni Amir Ouest (Marocco) nel 1970;
BOUDLA Said, nato a Casablanca (Marocco) nel 1973;
BOSIO Gloria, nata a Seriate (BG) nel 1991;
PASTA Sergio, nato Bergamo nel 1983;
MSHILLI Edward, nato in Albania nel 1984;
CASSOTTI Daniel, nato a Bergamo nel 2000.

Tutti i predetti soggetti sono responsabili, a vario titolo, di detenzione, trasporto, cessione e vendita di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana, nonché detenzione di arma comune da sparo.

Ulteriori sette soggetti sono, allo stato, irreperibili.

Nel corso delle attività odierne sono state eseguite inoltre 21 perquisizioni domiciliari, durante le quali sono state altresì sequestrate un’autovettura Volkswagen Polo, utilizzata per il traffico di stupefacenti, nonché 162 grammi circa di cocaina, 150 gr di hashish, 33 ovuli contenenti hashish, e la somma di 18.475euro in banconote di vario taglio.

L’indagine, durata per quasi due anni e caratterizzata da attività tecniche di intercettazione telefonica e tra presenti, da video-riprese e da classici metodi investigativi come l’attività di appostamento e pedinamento e le escussioni dei soggetti informati sui fatti, ha dimostrato l’esistenza, nella città di Bergamo e nell’hinterland, con ramificazioni nell’intera provincia orobica, un’agguerrita compagine di trafficanti di stupefacenti, che ruota attorno alla figura di Adriatik HARIZI.

Questi gestiva un ingente “giro” di cocaina, eroina, hashish e marijuana, occupandosi di rifornire personalmente numerosi assuntori, oppure fruendo di vari “cavallini”, ulteriori spacciatori al dettaglio che, dopo aver acquistato dal predetto, a loro volta approvvigionavano innumerevoli tossicodipendenti, sparsi per l’intera provincia. Tra i vari collaboratori di Adriatik HARIZI, quasi in via esclusiva di nazionalità albanese, vi erano GURI Bledar, HOXHAJ Midren, solito cedere la cocaina fruendo del “Cafè Noir”, esercizio commerciale sito in questa via Tadino, e gestito dal medesimo, KAPCARI Genc e SALVIONI Marco Mario.

Altrettanto chiara era l’esistenza, accanto al sodalizio albanese, del “canale maghrebino”, composto da soggetti nord-africani, in prevalenza marocchini, che, in contatto con i primi, avevano a loro volta un frenetico ed incalzante giro di assuntori. Tra i cittadini nord-africani dediti all’illecita attività spiccavano EL HAMRAOUI Jawad, che teneva floridi contatti con il gruppo degli “albanesi”, nonchè MAHIRI Hicham, EL HAIRANI Hamid e BOUDLA Said.

La bontà della tesi investigativa veniva avallata dagli innumerevoli riscontri, tra i quali si ricordano:

l’arresto di GURI Bledar, che il 12 aprile 2017 veniva trovato in possesso di 117,51 grammi di cocaina: in tale occasione vi era il commento di Adriatik HARIZI, che si lamentava che gli avevano “arrestato un ragazzo da 3 mila euro a settimana”;
il rinvenimento, all’interno del box sito questa via Keplero e deputato da EL HAMRAOUI Jawad ad “imbosco”, di 205 grammi di cocaina (poi spasmodicamente quanto vanamente ricercati dal marocchino), e l’arresto dello stesso, nel medesimo box, pochi giorni dopo, con ulteriori 40 grammi di cocaina;
l’arresto di Gloria BOSIO, trovata in possesso, il 7 Luglio 2017, di 27,27 grammi di cocaina e 7,75 grammi di eroina, ceduti alla donna da FZAL Abdellah (che, all’oscuro dell’arresto, non riuscendo a contattarla e supponendo che la stessa volesse rendersi irreperibile per non pagare la partita di droga, le inviava un chiaro sms dal tenore esplicitamente minatorio: “Giuro se ti becco”.)

Nessuno degli eventi su narrati, tuttavia, arrestava in alcun modo l’attività criminale, che non aveva soste neppure allor quando HARIZI rinveniva una microspia all’interno di una delle vetture a lui in uso, utilizzata per lo smercio di stupefacente.

Ulteriore conferma di quanto accertato da questa Squadra Mobile la si aveva dalle innumerevoli escussioni di acquirenti e tossicodipendenti, appartenenti ad una svariata pletora di soggetti che vanno dal ristoratore al camionista, dall’infermiera al giornalista, da cui si appuravano circa 6.300 episodi di spaccio.

L’attività investigativa consentiva di appurare come tra i clienti dei trafficanti vi erano anche dei transessuali dediti all’attività di meretricio, che contattavano gli spacciatori al fine di reperire cocaina, da consumare poi con i clienti in occasione dei rapporti sessuali.

Inoltre il gruppo di albanesi oggetto della presente indagine aveva, altresì, la disponibilità di armi da fuoco, come appurato da quanto avvenuto il 31 maggio 2017, allor quando personale di questa Squadra Mobile sequestrava pistola marca F.N. BROWNING calibro 7,65 mm, munita di caricatore rifornito di nr.9 cartucce, occultata in un’intercapedine in cartongesso, sita in un vano ascensore della scala C del complesso di via San Bernardino nr. 139/R, ove era stata deposta la sera precedente. L’arma veniva successivamente cercata, ovviamente senza esito, da Adriatik HARIZI, a seguito di un alterco con un pregiudicato bergamasco.

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