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Nulla osta per la sepoltura di Diva Borin

La Magistratura ha dato il via libera alla sepoltura di Diva Borin, la donna di 86 anni trovata morta sabato 2 marzo verso le 13.30 nella sua abitazione, in Via Ballini a Urago Mella. La procura indaga per omicidio: l’anziana sarebbe stata strozzata, strangolata con un foulard al collo. Ma le indagini sono ancora a un punto fermo.

A breve saranno organizzati i funerali di cui probabilmente si occuperà Christian Boron, unico nipote diretto della donna. Anche lui sentito dagli inquirenti insieme a Salvatore Spina, il dipendente di un supermercato della zona che però negli ultimi anni si era molto avvicinato alla signora, per lei era diventato una sorta di “badante”. Sulla vicenda ci sono ancora tante nubi oscure. A partire dal cellulare della donna, mai ritrovato: i tabulati telefonici hanno registrato una telefonata di Borin con la moglie di Spina, poi più nulla. L’anziana è stata ritrovata senza vita proprio dal badante, allertato dai vicini di casa che non l’avevano vista uscire, e nemmeno aprire le ante. Gli inquirenti non hanno trovato impronte conosciute, o indizi tali da accelerare il decorso delle indagini: era stato trovato solo quel foulard, avvolto al collo di Diva Borin trovata morta sulla poltrona, che di fatto è considerata l’arma del delitto. Per il resto nessun segno di effrazione, nessuna traccia, insomma niente di niente. Sono stati passati al setaccio anche i probabili moventi economici. L’anziana ha cambiato il suo testamento per tre volte: nell’ultima versione, cioé in ordine cronologico quella depositata per ultima, e quindi quella valida, il “grosso” dell’eredità è stata dirottata su Spina, il badante, e non al nipote Christian.

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