tribunale Brescia

Nei guai giovane Casanova del Sebino

Il PM Ambrogio Cassiani ha chiesto la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per atti sessuali con minorenne, che all’epoca dei fatti aveva 13 anni, uno studente lavoratore residente in un paese della sponda bresciana del Sebino, che voleva diventare pilota d’areo professionista.

L’avvocato del giovane invece ha sostenuto che il giovane non deve essere condannato e addirittura il processo non si doveva celebrare, sottolineando la confusione del racconto della vittima e la circostanza che la ragazzina aveva detto di essere sedicenne e che aveva sicuramente autorizzato i baci e altro. La sentenza dovrebbe essere emessa il prossimo 4 febbraio. In quell’occasione i giudici della Prima sezione penale (presidente Roberto Spanò) si ripresenteranno in aula per le repliche e la decisione finale. I fatti oggetto del processo risalgono al 2014 e la ragazzina aveva conosciuto l’imputato in un parco giochi nei pressi di un paese sulla sponda bresciana del Sebino. Come hanno riferito i testimoni durante il processo, lei non aveva detto la sua età ed è risultato che la ragazzina sembrava ben più adulta: fumava, rientrava tardi a casa la notte e nessuno avrebbe sospettato che avesse solo 13 anni e molti pensavano che ne avesse almeno 18 anni. Nel febbraio del 2015 al suo 13esimo compleanno erano stati invitati anche i genitori del giovane con i quali mamma e papà della ragazzina, ignari dei fatti, avevano condiviso anche le feste di Natale e Capodanno. Scoperta solo allora l’età della festeggiata, così almeno ha detto in aula e capendo il rischio di portare avanti la relazione, il giovane si era allontanato ed era ritornato con la sua ex ragazza. La ragazzina a quel punto era entrata in depressione e la madre aveva più volte scritto al ragazzo che la figlia stava male e prendeva brutti voti a scuola. I genitori della giovane erano anche andati a cercare il ragazzo a casa sua provocando però l’ira della fidanzata del ragazzo che non aveva gradito questa interferenza, telefonando alla madre della ragazzina e raccontando molti particolari scabrosi del rapporto tra la 13enne ed il giovane. A quel punto madre e figlia si erano presentate a casa del giovane ed erano volati insulti, arrivando anche alle mani: da qui la denuncia e di processo.

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