Le patologie di stomaco ed esofago acido correlate

Le patologie dello stomaco e dell’esofago acido correlate, sono quelle provocate dal contatto dell’acido cloridrico prodotto in eccesso con le pareti dello stomaco e dell’esofago.

L’acido cloridrico è un acido molto potente prodotto dallo stomaco, il cui effetto principale è la disinfezione del contenuto alimentare gastrico consentendo quindi la prosecuzione di una corretta digestione. Quando questo acido viene prodotto in eccesso o quando passa nell’esofago, le cui pareti interne non sono adattate a questo contatto si possono avere patologie come l’ulcera gastrica e duodenale e l’esofagite da reflusso. L’ulcera gastrica e duodenale sono la diversa localizzazione di una patologia che è provocata oltre che dall’acido cloridrico anche dalla presenza di un germe detto Helicobacter pylori. I sintomi dell’ulcera gastrica e duodenale sono simili : bruciore , maldigestione e soprattutto il dolore che compare prevalentemente a digiuno e viene perciò anche definito “fame dolorosa”. Le complicanze più temibili sono la perforazione dello stomaco o duodeno con conseguente peritonite e l’emorragia che si può manifestare come ematemesi, cioè vomito ematico oppure come melena, cioè emissione di feci di colore nero per la presenza di sangue digerito. La diagnosi di ulcera si fa essenzialmente con la Gastroscopia che permette di evidenziare direttamente l’ulcera e la sua localizzazione e permette anche di fare una biopsia, che consiste nel prelevare un frammento di tessuto dal fondo dell’ulcera per poi analizzarlo e questo è particolarmente importante in caso di ulcera gastrica, perché nella maggior parte dei casi anche il tumore dello stomaco si manifesta come un’ulcera ed inoltre l’ulcera gastrica può degenerare in tumore gastrico, degenerazione che invece non avviene mai in caso di ulcera duodenale. La biopsia è importante anche per trovare una eventuale presenza dell’Helicobacter pylori che abbiamo visto essere una delle cause dell’ulcera e quindi deve essere eradicato con specifici antibiotici. La terapia antibiotica di primo livello si basa sull’associazione di 2 antibiotici, claritromicina e amossicillina con un inibitore di pompa. Gli inibitori di pompa sono dei farmaci che sono in grado di bloccare o ridurre fortemente la produzione di acido cloridrico. In commercio ne esistono 5 tipi: omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo , esomeprazolo, rabeprazolo. La presenza dell’Helicobacter a livello gastrico può essere evidenziata anche con test del respiro chiamato breath test, questo è utile soprattutto per confermare l’eradicazione dopo la duplice terapia antibiotica associata ad inibitore di pompa.
Un’altra patologia acido correlata è la esofagite da reflusso che si manifesta in seguito al ripetersi di passaggi di succo gastrico dallo stomaco all’esofago, la mucosa di quest’ultimo non è adatta a resistere ad un contatto con un acido forte come l’acido cloridrico e questo provoca allora una sorta di corrosione della mucosa esofagea fino alla formazione di vere e proprie ulcere. Il reflusso gastroesofageo è provocato dall’incontinenza del cardias che è una valvola posta tra esofago e stomaco. Per minimizzare gli effetti negativi del reflusso gastroesofageo bisogna mettere in atto delle abitudini comportamentali ed alimentari. Innanzitutto è importante assumere i pasti lontano almeno 2 ore dal momento in cui ci si corica, molto utile sollevare la testiera del letto di circa 15 cm, evitare cinture strette, evitare il sovrappeso, non flettere il busto quando si raccoglie qualcosa da terra, piegando invece le ginocchia.
Tra gli alimenti da evitare vi sono: il caffè (anche se decaffeinato), il cioccolato, alcol, succo di agrumi, cipolla cruda, spezie, aceto e menta.
La terapia si basa sull’assunzione di inibitori di pompa come per la terapia dell’ulcera gastrica e duodenale e sull’assunzione di appositi sciroppi e gel che formano una barriera e impediscono meccanicamente il passaggio di acido cloridrico dallo stomaco all’esofago, da assumersi dopo i pasti e soprattutto prima di coricarsi.

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