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La separazione e il divorzio: si scopre chi avevamo davvero accanto

 

Rendersi conto che l’amore che si provava per una persona sta consumandosi è un’esperienza molto dolorosa. In modo particolare, è ancora più doloroso quando sulla persona che ci stava accanto si era “investito” molto, tanto, tantissimo, in termini di speranze, di impegno, di tempo. E proprio per questo che, forse, quando si avverte che la nostra storia, il nostro rapporto, sta scricchiolando, la prima reazione è aggrapparsi alla speranza che sia qualcosa di passeggero.

Un temporale estivo: violento, ma che passa in fretta. Il più delle volte, poi, ci si accorge, invece, che il temporale non se ne va e che la sensazione di angoscia che si prova all’idea che i nostri sentimenti sono definitivamente cambiati è in realtà più che una sensazione e diventa concreta e quotidiana realtà, sino a diventare un’abitudine che ci fa allontanare, talora senza accorgersene. Dentro di noi sentiamo, forte e chiaro, che l’amore che ci ha spinto a dividere la nostra vita con una persona è cambiato. Lasciarsi è difficile, ma talvolta può rappresentare la strada più onesta che una persona può intraprendere. Mettere tutto in discussione è doloroso e comporta tanti cambiamenti; tuttavia, anche l’idea di vivere una vita che non ci appartiene più potrebbe essere difficile da accettare e probabilmente anche molto più dolorosa. Prendere strade diverse, in alcuni casi, se non addirittura nella maggior parte dei casi, rappresenta la scelta più giusta da percorrere, pur nella consapevolezza che tutto ciò comporta e comporterà l’inizio di una nuova fase, abbastanza complicata, in cui entrambe le persone devono riuscire a ritrovare un nuovo equilibrio, più avanzato di quello precedente, nella loro nuova vita. Se poi nella coppia sono presenti i figli il tutto si complica ancor più perchè si deve trovare il giusto modo ed il modo giusto per continuare ad essere genitori, mettendo “i figli al centro” e cercando, in ogni modo e con ogni sforzo, di non coinvolgerli nei propri problemi di coppia.

In alcuni casi, dopo la fine di un rapporto e in base a come una persona reagisce ed elabora quanto successo, si scoprono caratteristiche dell’altro che non si conoscevano, comportamenti e atteggiamenti manipolatori, che durante gli anni di vita insieme erano più nascosti e velati; e questi vengono messi in scena in modo più violento e rabbioso, quasi se queste persone si sentissero giustificate a farlo a causa della propria rabbia o delusione, che talora acceca e porta a voler solo la distruzione dell’altro. La rabbia non risolta verso l’altro porta ad assumere nei suoi confronti un atteggiamento giudicante e intimidatorio, che di certo non aiuta alla creazione di un rapporto più disteso e di dialogo, ma conduce, purtroppo, alla chiusura della comunicazione. In questi casi è importante che uno dei due riesca a fare un passo indietro e a non fomentare continuamente la rabbia dell’altro, il che rischierebbe solamente di portare il tutto in una sorta di circolo vizioso di rivendicazioni e di rabbia fine a sé stessa.

Talvolta è piu’ avanti nella coppia chi riesce a fare un passo indietro, a disinnescare il circuito della rabbia, a non fomentare, partendo dalla consapevolezza che tutti siamo esseri imperfetti, cercando così di diventare più empatici verso l’altro.

In alcuni momenti, infatti, quello di cui una persona ha bisogno è di avere al suo fianco qualcuno che non giudica i suoi sentimenti, le sue scelte, ma semplicemente riesce a stare con lui e a rispettare ciò che sta vivendo, perchè siamo umani e fragili.

Spesso per raggiungere maggiori consapevolezze di sè stessi c’è bisogno di molto tempo, talvolta chiedere aiuto ad un esperto aiuta, per fare in modo che quell’evento, cosi stressante e difficile, possa, nella vita di una persona, rappresentare una crescita personale, verso una maggior accettazione e conoscenza di sé.

Qualunque sia la vostra esperienza c’è un dato di fatto ineludibile, di cui si deve tenere conto, e cioè che “una persona la si conosce davvero, per come è davvero, sia essa donna o uomo, soltanto dopo che il rapporto, non solo coniugale o affettivo, ma anche d’amicizia, si è concluso.”, così come ama ripetere una persona cara che conosce la filosofia della vita, perché è diventata grande in un tempo troppo piccolo.

Solo in quel momento si capisce, e si può capire, davvero se il bene e l’affetto dichiarato era sincero o solo di circostanza.

Ogni scoperta ha un suo “costo”, purtroppo e per fortuna.

Saper leggere quel che ci accade e, soprattutto, avere la visione del nostro presente e del nostro futuro è compito davvero impegnativo, ma può essere gratificante e necessario per la nostra crescita e, in particolare, per la crescita equilibrata ed armonica, dei nostri figli.

Tra la finzione e la sincerità dobbiamo scegliere la verità, per voler bene e continuare a farci voler bene, che è quello che, poi, conta davvero. E se per fare tutto questo dobbiamo passare attraverso il dolore e la sofferenza di una separazione e di un divorzio, allora si deve affrontare anche questo percorso, che non è affatto facile e non è nemmeno semplice.

Un cammino difficile, come è quello di una separazione o di un divorzio, va affrontato nel modo giusto, scegliendo delle “guide” che conoscono, per esperienza e professione, quel tratto di strada, quel percorso. Si può scegliere anche di affrontare il percorso da soli, forti soltanto delle proprie convinzioni, però, non ci si deve dolere se, alla fine, il risultato non sarà quello sperato e se tutte le cose non si sono risolte come avevamo immaginato.

            Tradire un affetto, un rapporto, nel senso di lasciare o abbandonare, non è fatto negativo di per sè, ma è un momento di vera crescita, perché lì, in quel momento, possiamo conoscere chi ci stava accanto.

            Le esperienze non sono, quindi, negative o positive, ma possono invece costituire:

opportunità ed occasione per crescere, per imparare, per riflettere e migliorarci, come persone e come genitori, se ci sono i figli;

vincolo, se non addirittura pericolo di cadere sempre più giù, disvelando quella parte meno bella, meno nobile che ci apparteneva, ma che era tenuta furbescamente nascosta a chi ci stava accanto, magari perché faceva paura anche a noi.

Detto in modo molto semplice, vale sempre il criterio che è “meglio buttare l’acqua sporca e salvare il bambino”, anche quello che c’è in noi, e che continua ad albergare in noi, come scriveva in modo unico ed irripetibile un grande Poeta come Giovanni Pascoli.

Tra la verità e la finzione per poter davvero crescere e diventare grandi, vale sempre e comunque la pena di scegliere la verità e la realtà.

Per voler davvero bene ad una persona, occorre prima di tutto stima ed apprezzamento. Non è un caso, quindi, che la parola “sposare” deriva etimologicamente dalla parola latina ‘sponsor” come pochissimi sanno (e non già dalla lingua inglese come i più pensano) e significa “garantire per l’altro, essere fideiussori dell’altro

E così, allora, prima di tutto viene la stima e l’apprezzamento, che contiene anche amore, affetto, innamoramento, amicizia, fiducia, ecc…

Se perdiamo la stima e l’apprezzamento perdiamo, quindi, molto di più dell’amore e di tutto il resto.

A cura Paola Ghislandi – Psicologa e Giorgio Rossi – Avvocato.

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