La donazione: uno strumento utile ed economico

Il desiderio di donare i propri beni a familiari o congiunti ricorre con una certa frequenza nell’esperienza notarile. Vi sono alcuni profili fiscali che è opportuno conoscere. Facciamo il punto con un esperto, il dr. Paolo Divizia, Notaio con sede a Bergamo ed ufficio secondario in Val Brembana a San Giovanni Bianco.

 

Notaio, in cosa consiste la donazione? “La donazione consiste in un atto notarile con cui il donante attribuisce a titolo liberale (cioè, senza ricevere nulla in cambio) uno o più beni del proprio patrimonio in favore di uno o più soggetti, che prendono il nome di donatari. E’ un atto solenne, che richiede la presenza del Notaio e di due testimoni. Detto questo, va sottolineato che è un atto semplice da organizzare e strutturare, con costi molto contenuti. Insomma, tutti possono perfezionare una donazione.”

Spesso si sente dire che la donazione è una anticipazione della propria eredità. E’ vero? “E’ corretto. Una domanda che spesso ci si pone è se sia meglio rinviare la devoluzione del patrimonio alla propria morte, regolando l’operazione con un testamento (come analizzato nei numeri di gennaio e febbraio) ovvero sia preferibile pianificare la propria successione già in vita tramite una serie di donazioni a favore dei congiunti (moglie e figli, di regola)”.

Notaio, lei cosa suggerisce? “Rispondere a questa domanda non è semplice. In linea di principio, testamento e donazione si pongono sullo stesso piano per quanto riguarda gli effetti giuridici, con l’ovvia precisazione per cui il testamento dispiega efficacia solo alla morte del soggetto che dispone. La donazione, invece, opera da subito i suoi effetti. Mi spiego meglio. Se intendo donare la casa al lago a mio figlio Mario, quando usciamo dallo studio del notaio (ed abbiamo firmato l’atto), mio figlio è già proprietario del bene immobile. In realtà, la scelta fra testamento e donazione si deve fondare su una “previsione fiscale”.

Notaio,potrebbe essere più esplicito? “Certamente. Il nostro paese costituisce ad oggi un paradiso fiscale in termini di tassazione sui trapassi generazionali. E’ noto, infatti, come “le tasse di successione” (genericamente intese) sono molto più basse in Italia rispetto agli altri paesi europei. Si pensi che nella successione padre/figlio, ferma restando una fascia di esenzione dalla tassazione di un milione di Euro (c.d. franchigia), l’aliquota applicabile è solo del 4%. In Francia, ad esempio, si sale sino al 40% nelle ipotesi di trasmissione di patrimoni significativi”.

Quindi ci sta suggerendo una corsa alla donazione? “Parlare di “corsa alla donazione” mi sembra eccessivo. Tuttavia, è una valutazione che deve essere fatta. Le imposte sulla donazione in Italia, per espressa previsione di legge, sono ancorate a quelle sulla successione. Se aumentano queste ultime, aumentano anche le prime. E’ di questi giorni la diffusione, sui principali quotidiani economici, dell’ipotesi di aumento – ventilata in ambienti governativi – delle imposte di successione”.

Potrebbe fare un esempio? “Si immagini che il padre Giovanni lasci per testamento al figlio Mario un patrimonio di Euro 1.200.000. Oggi, al netto della franchigia di 1.000.000, all’apertura della successione è dovuto il versamento, quale imposta di successione, di soli Euro 8.000 (ossia il 4% di 200.000, cioè il 4% di ciò che eccede il milione). Secondo le prime indiscrezioni, la nuova aliquota dovrebbe salire dal 4 al 7%, mentre la franchigia scendere da 1.000.000 ad Euro 400.000. Questo porterebbe nello stesso caso sopra analizzato a versare il 7% di 800.000, cioè Euro. 56.000. Sette volte di più”.

Uno scenario preoccupante, dunque… “Non voglio creare allarmismi, ma le indiscrezioni sono chiare. Meglio dunque ragionare fin da subito sull’opportunità o meno di donare ai propri figli parte dei propri beni, anticipando così gli effetti della successione e continuare a godere del regime fiscale agevolato oggi vigente. Il consiglio del proprio notaio di fiducia sarà in grado di individuare la soluzione giuridica migliore e fiscalmente più conveniente. Il tema della donazione è complesso e sarà ripreso, in altri aspetti di rilievo, nei prossimi numeri”.

 


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