La caccia al cinghiale ha prodotto un buon risultato

Fino alla fine di gennaio sono continuate le battute di caccia la cinghiale nel comprensorio di caccia Z5 del gruppo cacciatori specializzati dell’Almana a Sale Marasino, 45 in tutto, ai quali si aggiungono una decina di cacciatori ospiti in supporto alle varie operazioni. La caccia vede la presenza di una ventina di cani, alcuni operativi, altri in fase di formazione e si svolge sul versante del monte Almana, in forre e boschi impenetrabili, dove i cinghiali si rifugiano dopo i danni devastanti che provocano di notte nei prati e coltivi dei pianori sovrastanti le abitazioni. Il tutto si volge con metodologie e criteri impostati alla massima sicurezza. Per ogni capo abbattuto si segue una precisa metodologia prevista dalla sanità veterinaria: le interiora vengono affidate alle analisi dell’Istituto zooprofilattico di Brescia e quindi, se l’animale è ammalato verrà consegnato all’inceneritore specifico, se invece è sano le carni verranno assegnate al cacciatore che lo ha abbattuto. Il numero di cinghiali da abbattere viene stabilito dal censimento che viene effettuato a fine estate: quest’anno, nella zona, sono stati individuati 40 capi, ma il numero ed i danni conseguenti sembra più alto e dunque, viste le belle giornate di gennaio e la situazione generale, i cacciatori avanzano alla Regione una richiesta di deroga per arrivare almeno ai 50 capi

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