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Iushra non si trova dopo 200 ore di ricerche

Sono passati 8 giorni e mezzo esatti dalla scomparsa di Iushra Gazi Zannatul, la ragazzina di dodici anni affetta da autismo dispersa da giovedì 19 luglio poco dopo le 10.30 sull’altopiano di Cariadeghe, nel comune di Serle, nella zona della Pozza Ruchì. Iushra era scesa dal pulmino dell’associazione Fobap Onlus che si ocucpa di ragazzi psicodisabili.

Sull’altopiano erano venuti per passare una giornata di grest. I ragazzi scendono, con i loro ritmi e di loro tempi e Iushra che è autistica ed ha una notevole velocità di spostamento quasi subito sparisce. Inutile la corsa della sua educatrice che si rende contro subito di averla persa di vista. Chiama aiuto: in molti iniziano a cercarla, ma da quel momento di lei si perde ogni traccia. Iuschra indossa una maglietta gialla a fiori e un paio di leggings neri, è alta 1,65 metri e tende a non farsi trovare, a non parlare con chi non conosce, e a nascondersi. Caratteristiche che fin da subito rendono difficilissima l’individuazione in una zona boschiva come quella di Serle. Unico, flebile indizio è fornito da un uomo residente a Serle che si rivolge alle forze dell’ordine dicendo di aver incontrato la ragazzina mentre stava camminando nel bosco con il proprio cane. Iuschra si sarebbe avvicinata proprio all’animale e spaventata avrebbe poi ripreso a correre. «Non potevo pensare ad una vicenda del genere» ripete ormai da una settimana il testimone, l’ultimo ad aver visto in vita la 12enne. Da giovedì scorso di giorno e di notte le ricerche non ci sono mai interrotte: nel bosco di oltre 700 ettari hanno lavorato vigili del fuoco, soccorso alpino, protezione civile, carabinieri, speleologi che sono andati a perlustrare gli oltre 22 km di grotte presenti in un territorio carsico come quello dell’altopiano di Cariadeghe. In volo si sono alzati più volte elicotteri con telecamere in grado di identificare la presenza umana, ma tutto è stato inutile. Ad una settimana dalla scomparsa, di Iuschra non c’è una sola traccia. Presente alle ricerche anche il papà della bambina, nata a Londra, di origini del Bangladesch, che vive a Brescia con altri 3 fratellini, di cui uno autistico. Il ,papà cont9inua a ripetere a tutti: “Non me ne vado finché mia figlia non si trova, viva o morta”. Certo è passata più di una settimana, e della bambina ancora nessuna traccia. Una circostanza che anche dal coordinamento non esitano a definire “inspiegabile”: com’è possibile, si chiedono in tanti, che in sette di giorni di ricerche consecutive non sia stata trovata una sola traccia utile, dopo che in otto giorni sono stati schierati sul campo complessivamente 1.500 uomini, quasi tutti con alta specializzazione specifica? “Abbiamo messo in campo tutto quello che potevamo mettere, e continueremo a cercare”, hanno detto questo giovedì nel tardo pomeriggio concludendo l’ennesimo tentativo di trovare la bambina. Senza sosta, fino a nuovo ordine, anche se il dispositivo è stato giù rimodulato: ci sono tra le 100 e le 150 persone che lavorano in contemporanea alle ricerche, tra volontari e corpi dello Stato. E questo venerdì all’alba si ricomincia.

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