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Ipotesi di dolo per l’incendio del presepe di Nuvolera

C’è ombra di dolo sull’incendio che ha devastato parte del presepe vivente più grande della provincia di Brescia, la rappresentazione di Nuvolera, che ogni anno viene allestita per oltre 8.000 metri quadrati, coinvolgendo più di 250 volontari e migliaia di visitatori.

Le fiamme erano divampate sabato 21 dicembre poco dopo la mezzanotte: sull’accaduto stanno indagando i carabinieri, che stanno valutando la testimonianza di chi avrebbe visto qualcuno muoversi nei dintorni del presepe, a pochi minuti dal rogo. Il fuoco è divampato rapidamente, distruggendo tutte le scenografie della zona dell’oasi, lasciando fortunatamente intatte le altre, tra cui la natività. Il pronto intervento dei Vigili del Fuoco di Salò e Paitone ha evitato il peggio. Nessun corto circuito al quadro elettrico è stato accertato: le luci erano ancora accese al momento delle fiamme. L’umidità e la pioggia di questi giorni rendono ancora più difficile che l’incendio possa essersi scatenato per motivi di autocombustione. Esclusa l’ipotesi del corto circuito, rimangono solo due piste: il rogo accidentale, ma comunque causato da un errore umano, oppure un incendio doloso. Mentre continuano dei carabinieri, i volontari sono già al lavoro per rimettere tutto a posto per dare vita al più grande presepe vivente bresciano.

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