Insidie nascoste nelle acque del mare

La Lombardia è una regione molto importante per le sue bellezze naturali, per le sue belle città, oltre che per le tantissime attività economiche e produttive, però ha un difetto geografico: è una delle poche regioni che non ha sbocco sul mare. Speriamo che altre regioni che si affacciano sul mare, considerato che dal 3 giugno sono possibili gli spostamenti inter regionali, accolgano con piacere anche i Lombardi che hanno tanta voglia di mare. A tal proposito analizziamo i problemi sanitari che possono manifestarsi in occasione dei soggiorni marini. Uno dei problemi più frequenti è il contatto con i tentacoli della medusa contenenti delle sostanze urticanti che provocano una reazione infiammatoria cutanea acuta con comparsa di eritema, gonfiore, vescicole e bolle accompagnate da dolore e bruciore. Il primo intervento consiste nel lavare abbondantemente la parte colpita con acqua salata fredda, evitando di farlo con quella dolce che provoca un peggioramento della sintomatologia. Se è possibile, lavarsi poi con aceto o ammoniaca. Nei casi più gravi può essere necessario somministrare anti istaminici o cortisone. Un altro inconveniente che può accadere al mare è la puntura di riccio di mare. I ricci di mare vivono soprattutto sui fondali rocciosi, di solito pungono perché vengono accidentalmente calpestati e quindi, nella grande maggioranza dei casi, la puntura interessa la pianta del piede. I ricci di mare rilasciano il veleno attraverso le spine e le pedicellarie, queste ultime sono degli organi prensili che servono al riccio per agganciarsi al suo bersaglio quando si sente aggredito. La prima cosa da fare quindi consiste nel togliere le spine usando una pinzetta. Se non si riesce con la pinzetta, si può tentare versando della cera calda sulle punture rimuovendola appena si raffredda, in questo modo di solito si riescono a togliere anche le spine di più difficile estrazione. Successivamente vanno tolte le pedicellarie per le quali è utile applicare della schiuma da barba usando poi un normale rasoio. Infine bisogna lavare la ferita con acqua calda e sapone, operazione questa alquanto dolorosa ma fondamentale per eliminare altri residui di spine, successivamente ancora si disinfetta con acqua ossigenata o betadine. E’ buona regola poi comunque recarsi in un pronto soccorso per una valutazione medica e per eventuali terapie farmacologiche antibiotiche ed antidolorifiche. Un pesce che spesso provoca punture dannose e molto dolorose è la tracina o pesce ragno. Si tratta di un pesce che vive soprattutto sui fondali sabbiosi, dove spesso si ricopre di sabbia, lasciando sporgere solo un aculeo velenoso presente sul dorso, anche in questo caso quindi la puntura, come per il riccio di mare, colpisce più frequentemente la pianta del piede. Alla puntura segue un dolore molto intenso che dura da poche ore fino a 24 ore, il dolore si irradia fino alla radice dell’arto colpito e spesso si associa a tremori, nausea, vomito e sudorazione profusa, fino ad una vera e propria sincope. Anche parecchi giorni dopo la regressione del dolore possono persistere problemi di insensibilità e di formicolii diffusi a tutto l’arto. Il veleno della tracina è una tossina termolabile inattivata dal calore, per cui il primo intervento molto utile consiste nell’immergere la zona colpita in una bacinella di acqua molto calda, salata o dolce è indifferente, fino al limite della sopportazione, questo consente di ridurre più rapidamente l’intensità e la durata del dolore. Solitamente è però poi necessaria la somministrazione di antidolorifici anche potenti.

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