In cerca di salvezza. Le migrazioni in Valle Camonica

Cento profughi afghani sono arrivati a Edolo, dove trascorreranno il periodo di quarantena presso la Base logistica dell’Esercito in via Porro per poi essere destinati ai comuni che si sono resi disponibili per l’accoglienza.

Persone che non partono, ma scappano; che non arrivano, ma si rifugiano.  Com’è il flusso migratorio in Valle Camonica? Tra i piedi che si confondono nella mischia delle piazze affollate il giorno del mercato, quanti vengono da un “altrove”, qualsiasi esso sia?

Un’analisi territoriale del contesto migratorio, co-finanziata dall’UE e con l’Azienda Territoriale dei Servizi alla Persona come partner, mostrava come nel 2017 la popolazione valligiana fosse pari a 100.327 e quella straniera residente raggiungesse quota 8.127. L’8,10%, insomma. Gli uomini superano le donne.

Il flusso migratorio rispetta inevitabilmente il susseguirsi di una storia non sempre facile, spesso  drammatica e disumana. Nel 2002, la percentuale di immigrati in Valle Camonica era pari al 2,43%, raggiungendo il 6,31% nel 2007, periodo del cosiddetto “shock migratorio” dovuto all’allargamento dell’UE verso l’est europeo, con l’ingresso dei Paesi Baltici, Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. Popolazioni intere hanno avuto la possibilità di inseguire l’european dream, abbandonando paesi dal basso reddito pro capite per costruire una vita migliore.

Nel 2012 la percentuale si alza ulteriormente, arrivando all’8,36%: è il periodo degli strascichi delle crisi delle “primavere arabe”, della guerra in Siria e dell’ISIS. I nuovi migranti scappano, non cercano solo una vita migliore ma la vita stessa, con la consapevolezza che a casa propria era consentito solo sopravvivere alla giornata. E poi chissà.

Negli anni successivi, il flusso migratorio è stato piuttosto stabile e tra i 41 comuni della Valle Camonica, il paese con il maggior numero di immigrati è Darfo Boario Terme (15,72%), seguito da Pian Camuno (14,85%), Piancogno (13,99%), Braone (10,98%) e Cedegolo (10,12%).

Numeri che fanno riflettere. Stavolta non concentriamoci sui servizi di accoglienza o sul precetto del “ama il prossimo tuo”. Concentriamoci, piuttosto, sul numero di persone che ogni anno mollano tutto e scappano, per sopravvivere. E ricordiamoci che dietro ad ogni numero e percentuale ci sono storie, spesso cariche di dolore, occhi, spesso impauriti, e sentimenti.

                                        Maria Ducoli

 

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