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Il soffio al cuore

Il soffio al cuore o soffio cardiaco, consiste in un rumore percepito appoggiando lo stetoscopio sull’area cardiaca della parete toracica, è provocato da una turbolenza del sangue quando transita da un atrio a un ventricolo o viceversa, attraverso la valvola che li mette in comunicazione.
In molte circostanze il soffio al cuore è del tutto innocuo e viene definito soffio innocente. E’ frequente nei bambini e negli atleti che si sottopongono a intensi e continui allenamenti. Viene anche definito “soffio al cuore benigno o funzionale” e non ha rilievo dal punto di vista patologico.
Negli adulti, si può verificare in condizioni particolari come lo stress eccessivo, febbre elevata, stato di gravidanza, anemia. In genere scompare quando viene meno la causa che l’ha generato, per cui non viene considerato pericoloso e non richiede terapie farmacologiche, se non per la correzione delle cause che l’hanno provocato. L’intensità del soffio viene classificata in sesti: il più lieve 1/6 è udibile solo auscultando con lo stetoscopio attentamente per qualche tempo, il più forte 6/6 è auscultabile addirittura con lo stetoscopio accostato alla parete toracico, senza nemmeno venirne a contatto. Si ritiene che i soffi più intensi (grado uguale o maggiore al terzo) siano conseguenza di difetti cardiaci con possibili conseguenze emodinamiche. I soffi cardiaci si distinguono in 2 tipi principali: soffi diastolici, che si manifestano durante la fase di rilasciamento dei ventricoli cardiaci (diastole) e soffi sistolici che invece si manifestano durante la fase di contrazione dei ventricoli (sistole). A parte i soffi innocenti, tutti i soffi cardiaci derivano da una patologia più o meno grave che può coinvolgere una delle 4 valvole cardiache: mitrale, aortica, tricuspide, polmonare. Le patologie valvolari più frequenti sono a carico della valvola aortica e mitrale che sono le valvole della parte sinistra del cuore. La stenosi aortica è causata da un restringimento della valvola, solitamente provocato da un invecchiamento con calcificazione dei lembi valvolari ed è particolarmente frequente dopo gli 80 anni. Si manifesta con un soffio sistolico e il sintomo più frequente è lo svenimento sotto sforzo dovuto alla difficoltà di arrivo del sangue dal ventricolo all’aorta, arteria che permette l’afflusso di sangue a tutti gli organi e quindi in primis al cervello.
Si manifesta invece con un soffio diastolico la stenosi mitralica. Per stenosi mitralica si intende un restringimento della valvola mitrale che ostacola il passaggio di sangue dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro. La causa più frequente è la febbre reumatica. Complicanze frequenti sono l’ipertensione polmonare, la fibrillazione atriale e la tromboembolia. Altra patologia della valvola mitrale che si manifesta con un soffio, questa volta sistolico, è l’insufficienza mitralica. L’insufficienza mitralica è una condizione in cui un difetto di chiusura della valvola mitrale fa sì che parte del sangue pompato dal ventricolo sinistro refluisca nell’atrio sinistro anziché andare in aorta, causando affaticamento e disturbi respiratori.
Per la corretta diagnosi dei soffi cardaci e quindi delle valvulopatie cardiache, l’esame fondamentale è l’ecocardiogramma, meglio definito come ecocolordoppler cardiaco, che permette di evidenziare le alterazioni della valvola ed anche i gradienti pressori trans valvolari che indicano il grado di gravità della valvulopatia. Nelle forme lievi la terapia può anche non essere necessaria, nelle forme moderate può essere sufficiente una terapia farmacologica, ma nelle forme gravi spesso si rende necessaria una terapia chirurgica che, a seconda dei casi, può consistere in una plastica valvolare o in una sostituzione valvolare.
Vi sono diversi tipi di valvole a disposizione del chirurgo, anche se principalmente tutte possono essere classificate in due grandi categorie: valvole meccaniche, costruite con materiali artificiali, valvole biologiche, costruite di tessuti naturali, quali le valvole di maiale o il pericardio bovino. Le valvole meccaniche sono costruite con materiali particolarmente resistenti e presentano il vantaggio di una durata illimitata, il loro svantaggio principale è dato dalla necessità di assumere per tutta la vita farmaci anticoagulanti. Le valvole biologiche sono ben tollerate e non necessitano di terapia anticoagulante, ma hanno lo svantaggio di avere una durata limitata.

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