Il sintomo febbre

La febbre rappresenta un importante meccanismo di autodifesa dell’organismo nei confronti di virus e batteri. L’aumento della temperatura corporea accelera tutte le reazioni metaboliche, favorendo l’utilizzo delle riserve energetiche e potenziando l’efficienza del sistema immunitario. Quindi un trattamento troppo aggressivo del sintomo febbre può essere controproducente. In presenza di una infezione batterica in trattamento antibiotico, un trattamento aggressivo del sintomo febbre, può mascherare il reale effetto della terapia antibiotica. E’ utile e può essere necessario invece trattare la febbre, quando raggiunge valori elevati e si associa a sintomi molto fastidiosi come la cefalea e i dolori muscolari. Molto importante anche il trattamento della febbre elevata nei bambini che soffrono di convulsioni febbrili. Il trattamento non farmacologico della febbre si basa innanzitutto sulla abbondante idratazione evitando anche di coprire eccessivamente il paziente. Evitare assolutamente le spugnature con acqua e aceto e alcol in quanto queste sostanze, soprattutto per la vasodilatazione cutanea indotta dalla febbre, vengono rapidamente assorbite con possibili effetti tossici. La borsa del ghiaccio sulla testa non dà nessun beneficio, al limite possono essere utili delle spugnature con acqua tiepida. Il trattamento farmacologico si basa sull’uso di 2 farmaci: il paracetamolo (tachipirina) e l’ibuprofene (nurofen brufen). Sono farmaci che possono essere somministrati per via orale o per via rettale sotto forma di supposte, che vanno preferite quando alla febbre si associa il vomito. Da evitare l’aspirina, soprattutto nei bambini, in quanto può provocare, in presenza di forme virali, la sindrome di Reye, responsabile di una grave compromissione del fegato e dell’encefalo. La febbre si distingue in vari livelli:
Febbricola, se non supera i 38°C
febbre lieve, se è compresa tra i 38 e i 38,5°
febbre moderata, se è compresa tra 38,5-39°C
febbre elevata, se è compresa tra 39-39,5°C
iperpiressia, tra i 39,5°-41°C.
La febbre è preceduta dai brividi, che sono rapide contrazioni muscolari involontarie scatenate dall’organismo quando cerca di riscaldarsi. Se misuriamo la temperatura durante i brividi, potrà risultare normale, l’elevazione della temperatura inizia alla fine delle contrazioni che hanno sviluppato calore
Tra i metodi di misurazione della temperatura, quelli rettale e ascellare sono i più precisi. La misurazione ascellare nei bambini è accettabile ma può dare risultati variabili. Il metodo rettale è suggerito specialmente per i bimbi nel primo anno di età. Non essendo più prodotti quelli a mercurio occorre usare i termometri digitali (quelli con il display a cristalli liquidi) in materiale plastico, possibilmente flessibili e con una piccola suoneria incorporata (suonano quando la temperatura si è stabilizzata e si può togliere dalla sede di misurazione) Sotto l’ascella occorrono generalmente 3′-5′. A livello rettale bastano 1′-2′ (ricordarsi di togliere 0.5 ° dalla temperatura rettale per avere la temperatura reale del bambino). I termometri molto pubblicizzati che misurano la temperatura livello auricolare frontale od orale (o con modalità simili) sono abbastanza affidabili, hanno però un limite: se è presente una infiammazione dell’orecchio medio o esterno la temperatura si alza solo a livello del padiglione auricolare, simulando una febbre in realtà inesistente.
Bisogna anche sottolineare il fatto che la temperatura non è uguale durante la giornata, in quanto segue un ritmo circadiano, con un minimo alle ore 4 del mattino ed un massimo alle ore 18 della sera, quindi una temperatura poco sopra i 37 può essere considerata febbre al mattino ma non nel pomeriggio. Inoltre la temperatura corporea si alza durante la digestione e nella donna in occasione dell’ovulazione, con un aumento di circa 0.6 gradi.
Una condizione simile alla febbre è l’ipertermia, in questo caso l’aumento della temperatura corporea si verifica non in seguito a processi infettivi, ma come conseguenza dell’esposizione eccessiva al sole o per la presenza di condizioni climatiche particolarmente calde e umide.

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