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La fine dell’anno, quest’anno come almeno per i precedenti 5 anni, è corrisposta con la chiusura di un buon numero di attività commerciali. Il piccolo negozio non ce la fà più e abbassa definitivamente le serrande. La causa è una miscela esplosiva di eventi

che hanno minato alla base la rete della piccola distribuzione. Prima di tutto l’effetto centri commerciali, anche se siamo convinti che in questo settore la parola fine non è stata ancora scritta. E’ sempre più evidente che la realizzazione dei centri commerciali è, per lo più, un’iniziativa immobiliare. L”affare” lo fanno i costruttori mentre le singole attività sono chiamate a far parte di questo gioco traendone pochi benefici. L’apertura sette giorni su sette, l’orario continuato, le spese d’affitto e i costi di promozione hanno un peso non indifferente che a volte non lascia scampo. E allora anche nei centri commerciali è in atto un passaggio di testimone che evidenzia le difficoltà di gestione. Poi c’è l’e-commerce, il commercio tramite internet, che guadagna di giorno in giorno nuovi clienti nonostante siano in atto truffe che rimangono impunite. Il negozio, in molti casi, è diventato il camerino di prova per un certo prodotto, dopo di che memorizzate le carattersitiche e i codici ci si affretta all’acquisto tramite internet con sconti interessanti che il negozio tradizionale non può permettersi. Fin qui gli effetti puramente di mercato.

Ben altra cosa  sono gli effetti sociali che il fenomeno produce. Nei nostri paesi di montagna, nelle frazioni, il cosiddetto negozio di vicinato è un vero punto di socializzazione, dove la gente si incontra, avviene lo scambio delle notizie si trovano i prodotti di produzione locale, quelli definiti a chilometro zero. Questi effetti non entrano mai nella discussione che convince un’amministrazione comunale ad autorizzare l’apertura di un centro o di un supermercato. SUl nostro mensile cartaceo del mese di dicembre, abbiamo ripreso a modello il caso di CostaVolpino, dove, solo pochi anni fa, si è consumata un’autentica battaglia per non fare aprire il mega centro commerciale della Santa Martina (secondo solo a Orio Center), mentre l’amministrazione comunale di allora si era prodigata per mantenere aperto il negozio di vicinato nella frazione Ceratello che riscihiava di rimenere sprovisto di attività. Con l’apertura del supermercato LIDL via Cesare Battisti è diventata la via dei Supermercati e scatenato la concorrenza che ha già manifestato segni che porteranno ad una reazione (intesa come nuova realizzazione). In cambio di una rotatoria o di altra richiesta le Amministrazioni offrono subito il semaforo verde . Il dramma è che nessuno pare rendersi conto che il mercato non è in evoluzione, ma in decisa agonia che porterà necessariamente alla morte

(per saperne di più è possibile leggere l’articolo sul cartaceo del mese di dicembre pubblicato sotto la voe GIORNALI nella nostra Home Page)