alghe sebino

Il basso Sebino trasformato in prateria di alghe

Sarnico, Paratico, Clusane invasi dalle alghe macrofite che hanno invaso le rive, formando grandi praterie in superficie. L’Autorità di Bacino ha protestato con Regione Lombardia per la mancanza di fondi per risolvere al più presto l’eccezionale proliferazione, pericolosa per la navigazione e deterrente per i turisti del lago (foto: Il Giorno).

L’Autorità del bacino ha scritto a Regione Lombardia, alle Province di Brescia e Bergamo ha denunciato la proliferazione algale che ha assunto proporzioni superiori a quelle disastrose del 2015. La stipula della convenzione in atto per la pulizia superficiale del lago prevede che i mezzi in dotazione e i fondi per la gestione del servizio siano adeguati all’andamento stagionale, mentre risultano invariati da anni nonostante si siano sempre dimostrati insufficienti a evitare l’emergenza, come quella attuale. Gli addetti alla pulizia del lago stanno lavorando sette giorni su sette, anche di notte, per cercare di arginare il fenomeno ed è stato reperito personale e mezzi di trasporto in più per sveltire la raccolta ma è ancora insufficiente. E dunque in assenza di fatti nuovi e concreti, di un piano di investimenti strutturali che permettano di fare un salto di qualità sia nella prevenzione che nella gestione del fenomeno algale, è stata minacciata l’attivazione entro il 31 agosto delle procedure per il recesso dalla convenzione. Un ultimatum che non lascia spazio a dubbi: o gli enti pubblici mettono a disposizione adeguate risorse, non solo per gestire l’emergenza ma specie, per prevenirla, o l’Autorità di bacino lascerà la convenzione abbandonando la raccolta e smaltimento delle alghe. Per l’ente la priorità è quella di programmare un piano d’azione che consenta di mettere in atto misure concrete, non solo in fase di emergenza come dragare i fondali, costruire canali a riva per operare anche dove l’acqua è più bassa, mettere a punto sistemi di trasporto più efficienti, investire sull’acquisto di un nuovo battello spazzino tecnologicamente avanzato che permetta non solo la raccolta ma anche l’eradicazione delle alghe. Tutto si dovrebbe tradurre in un investimento in tre anni di almeno 2 milioni di euro. Ora si è in attesa di una risposta se Regione e Province possano finanziare il programma: intanto le alghe continuano a proliferare costituendo un serio problema che si affronta con due battelli ma anche con tanta buona volontà ed i forconi.

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