Fine settimana con le giornate di primavera del Fai

Sabato 26 e domenica 27 marzo ritorna l’atteso appuntamento con le Giornate di Primavera del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che quest’anno festeggiano il loro trentesimo anno di organizzazione. Per celebrare queste tre decadi di storia dedicate alla promozione della cultura, saranno organizzate 15 aperture su tutto il territorio della Provincia di Bergamo, coordinate grazie ai Volontari ed alle Volontarie della Delegazione FAI di Bergamo, del Gruppo Bassa Bergamasca, della Fondazione Museo di Palazzo Moroni e dell’Associazione Culturale “Maurizio Gervasoni”.

Anche quest’anno, i luoghi da visitare esprimono la grande varietà paesaggistica del territorio bergamasco, coinvolgendo le piccole realtà montane della Val Seriana e della Val Brembana, i centri urbani di origine medievale dell’Isola Bergamasca e della Bassa Bergamasca, fino ad arrivare al Capoluogo della Provincia. Vediamo cosa propongono le terre delle nostre valli

Ricominciare a muoversi sul territorio dopo questi ultimi due anni di difficoltosi viaggi e spostamenti ci permetterà di poter godere nuovamente della ricchezza culturale e paesaggistica della nostra terra, una fonte inestinguibile di meraviglia che il FAI, con l’aiuto dei suoi Volontari e di tutti i Visitatori che partecipano a questi eventi, sta proteggendo, conservando e svelando al pubblico da trent’anni. A Baresi, frazione di Roncobello, il Mulino Maurizio Gervasoni, Bene FAI più comunemente chiamato Mulino di Baresi, riapre per le Giornate FAI di Primavera.

In Val Seriana, nel comune di Cerete, il visitatore potrà scegliere se venir guidato in un itinerario che si snoda tra i numerosi canali artificiali, le strade del borgo ed i mulini in attività con le loro ruote idrauliche (con la possibilità di visitare l’Antico Mulino Giudici Pietro), oppure se lasciarsi sorprendere dalla Chiesa di San Vincenzo Martire: un vero e proprio scrigno con opere di Guardi, Carpinoni, Cifrondi, altari policromi ed arredi lignei fantoniani e, sotto il presbiterio, la cripta decorata con stucchi sacri e profani, scalpellati nel corso dei secoli per il loro significato esoterico.

Salendo da Cerete Basso a Cerete Alto, magari lungo la via Mulina in pochi minuti a piedi, saranno invece visitabili la Cappella dell’Annunciata, che contiene uno dei più interessanti cicli pittorici bergamaschi di inizio Cinquecento, il primo compiutamente rinascimentale nella nostra provincia, e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, interamente progettata e realizzata da Andrea Fantoni come ricostruzione dell’originale Chiesa demolita nel 1725, della quale rimane solo una cappella laterale, contenente una magnifica crocefissione quattrocentesca e sita a destra della Cappella dell’Annunciata. All’interno altari e opere lignee, tutte di mano dei Fantoni.

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