LARA MAGONI

«Fascismo buono»: post della Magoni infuria la politica. Poi Facebook lo cancella

«Posso dirvelo? Rinnegare ciò che di buono è stato fatto è un grande errore, visto che le leggi che tutelano i lavoratori nascono proprio tutte dal fascismo. Tutti condanniamo l’eccidio del quale sono stati tutti coinvolti e per il quale c’è da vergognarsi ma ora basta combattere i fantasmi…dopo settant’anni…».

 E’ il post pubblicato in occasione della Festa del Lavoro e dei Lavoratori dall’Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia Lara Magoni, poi cancellato dal suo profilo dalla community di Facebook, a seguito delle numerose polemiche scoppiate nelle ore dopo sui media locali e non, e sulla rete. L’ex campionessa dello sci e ora assessore regionale Lara Magoni in quota Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni -,  sosteneva in sostanza che «le leggi che tutelano i lavoratori nascono proprio tutte dal fascismo» dunque, secondo lei, «rinnegare ciò che di buono è stato fatto è un grande errore». Affermazioni queste che hanno fatto infuriare la politica (e non solo) con una lunga scia di polemiche dentro e fuori dal web.

Il consigliere regionale e segretario metropolitano del Partito Democratico Pietro Bussolati ha definito le posizioni di Magoni «scempiaggini antistoriche e intollerabili, perché incompatibili con l’esercizio di un ruolo istituzionale. Condanniamo tutti l’eccidio fascista e nazifascista, è normale. Nel post io non esprimo assolutamente nessun vanto a nulla ma semplicemente seguo la storia. Io sorrido davanti a queste polemiche sterili. Guardiamo oltre perché siete voi forse i nostalgici di queste paure che non esistono più», ha concluso. Mentre il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi, candidato ma non eletto alle ultime elezioni come consigliere regionale, rimarca con tono ironico: Il prossimo brand che ci verrà proposto per rilanciare il territorio sara Lombardia, terra della repubblica di Salò, e ai turisti verrà regalato come ricordo del viaggio un manganello con la scritta me ne frego, o magari verranno distribuiti opuscoli nelle scuole dicendo che tutte le leggi che tutelano i lavoratori nascono dal fascismo, come ha scritto l’assessore al marketing, turismo e sport su fb in occasione del primo maggio. Si potrebbe continuare con l’ironia, ma da ridere non c’è proprio nulla, così come nulla di buono fece il fascismo, soprattutto verso il mondo del lavoro, ma fu il mandante delle spedizioni punitive, delle chiusure delle sedi sindacali, delle violenze contro le organizzazioni operaie, dell’abolizione della festa dei lavoratori, ripristinata solo nel 1945». E poi aggiunge: «Avere una nostalgica del fascismo nella giunta lombarda credo sia già di per se motivo d’imbarazzo del quale spero si occuperanno i consiglieri regionali. Ma spero che almeno a rappresentare lo sport bergamasco e i suoi valori come Presidente provinciale del Coni prima o poi ci possano essere altre persone, persone come Igor Trocchia che allena gli esordienti del Pontisola, che non ha esitato a ritirare la squadra dal torneo dopo un insulto razzista».

A commentare, tramite un post sulla rete anche il pentastellato consigliere di minoranza in Regione Lombardia Dario Violi del Movimento 5 Stelle: «Io mi domando come rappresentati delle istituzioni possano anche solo fare riferimenti positivi al periodo più buio della nostra storia, che dobbiamo ricordare per tutti quei morti che ci hanno dato la possibilità di vivere in democrazia e in libertà, la libertà di poter esprimere liberamente le proprie opinioni, anche se, come in questo caso, offendono la loro memoria. Per me è un’indecenza che una figura istituzionale si permetta di fare propaganda fascista. Questa maggioranza è partita con la razza bianca in campagna elettorale per poi passare a celebrare l’inesistente fascismo buono. Ma quale fascismo buono, non riescono nemmeno a far arrivare i treni in orario! Magoni e Fontana farebbero meglio a scusarsi coi lombardi e iniziare a lavorare seriamente».

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana minimizza: «Sono espressioni e valutazioni del tutto personali che non coinvolgono in nessun modo la giunta». Pronta la replica del sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Il governatore Attilio Fontana dice che non sono cose che riguardano la giunta? Insomma. Stiamo parlando di politica, non stiamo parlando di altro, per cui certo che riguardano la giunta».


IL POST

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