Guardia di finanza 2

Denunce e sequestri per riciclaggio e truffa

 

Gli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Brescia hanno scoperto un meccanismo di ripulitura di “denaro sporco”, frutto di evasione fiscale: sono stati sequestrati 1,3 milioni di euro a sei bresciani su ordine della Procura per il reato di riciclaggio internazionale e frode fiscale.

Lo schema prevedeva l’emissione da parte di un imprenditore 47enne di Zone, di fatture per operazioni inesistenti, utilizzate da due società della Valle Camonica, operanti nel commercio di metalli, i cui legali rappresentanti sono stati denunciati per dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. I finanzieri bresciani, in collaborazione con le Autorità giudiziarie slovene, sono riusciti a ricostruire questo sistema di ripulitura attraverso l’emissione di fatture, nel Bresciano, per operazioni inesistenti per un importo pari a circa 1,5 milioni e i trasferimenti dei profitti illeciti, così accumulati, in Slovenia a favore dei conti personali di 3 degli indagati, l’ulteriore frazionamento di tali disponibilità dai conti correnti sloveni verso carte prepagate e ricaricabili slovene e la monetizzazione finale in Italia attraverso prelievi in contanti ai bancomat. L’indagine ha permesso di smascherare questo “meccanismo circolare di ripulitura del denaro sporco”, ideato dagli indagati per reintrodurre in Italia il provento dei reati fiscali, dopo averne dissimulato, tramite ripetute movimentazioni bancarie, l’origine non legale. Le Fiamme Gialle hanno proceduto, tra Milano e il Sebino, al sequestro dei saldi attivi dei conti correnti degli indagati, di quote sociali, beni immobili e mobili e polizze assicurative degli stessi per un ammontare di 1.500.000 euro. Insieme al 47enne ideatore della frode, e ai due amministratori delle due aziende camune sono stati denunciati altre tre persone fiduciari dell’amministratore della società di Zone, cui erano intestate le carte di credito utilizzate per i prelievi.

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