Corsa delle uova, cena a tema per i 90 anni della manifestazione

Un compleanno importante, in un anno complicato. La Corsa delle Uova, storica manifestazione popolare di Gandino, celebra nel 2021 il 90° anniversario dalla prima edizione, tenutasi nel 1931. Una ricorrenza che, per il secondo anno consecutivo, non potrà essere festeggiata “sul campo”, poiché le restrizioni della pandemia hanno consigliato Atalanta Club Val Gandino e Pro Loco di evitare assembramenti di difficile gestione.

Non per questo mancheranno le occasioni di ritrovo e di ricordo di quell’originale scommessa che ha dato vita ad una manifestazione unica ed inimitabile. Giovedì 1 luglio presso il Caffè Centrale di Piazza Vittorio Veneto viene infatti replicata “La Notte delle Uova”, una cena a tema che ha forti legami con la tradizione (prenotazioni esaurite, in programma la diretta online). “Siamo partiti nel 2020 – spiega Enzo Conti, presidente del gruppo neroazzurro –  da alcune semplici coincidenze. Innanzitutto le prescrizioni per il Covid 19 prevedono un distanziamento di un metro fra una persona e l’altra, e questa è esattamente la distanza delle 100 uova che vengono disposte lungo via Dante per il raccoglitore. Inoltre va detto che dopo le la disputa delle primissime edizioni, tutto finiva con una cena a base di uova proprio nelle sale del Caffè Centrale”.

L’altro importante momento celebrativo è programmato per sabato 3 luglio alle 11 a Fiorano al Serio. Grazie alla collaborazione della locale Amministrazione Comunale e della famiglia di Giovanni Bonazzi (primo concorrente) verrà infatti inaugurata un stele illustrata, che ricorderà per sempre “il giro di boa” del corridore in prossimità di quello che fino al 31 agosto 1967 fu il passaggio a livello della Ferrovia Val Seriana, poi dismessa.  Come noto la “Corsa de öf”, è la sfida fra due atleti che si svolge l’antivigilia della prima domenica di luglio, festa patronale di Gandino. L’origine della gara risiede in una sorta di scommessa, che nel 1931 vide protagonisti Renzo Archetti e Giovanni Bonazzi.

Il 19 marzo di quell’anno, mentre Gandino celebrava la festa di S. Giuseppe, Renzo e Giovanni (entrambi diciottenni) si ritrovarono a casa di quest’ultimo in via Ghirardelli per il pranzo a base di “öf e scamuscì” (uova e germogli di radicchio) preparato da Margherita, la mamma di Giovanni. Le uova sode resistettero ben poco all’appetito giovanile dei due commensali, e mamma Margherita sottolineò con una battuta la necessità di provare almeno a “guadagnarsi” quel cibo prezioso. A questo punto i contorni del ricordo sono meno delineati, ma da quella semplice battuta nacque la scommessa: Giovanni Bonazzi avrebbe raccolto cento uova poste ad un metro l’una dall’altra fra Piazza Vittorio Veneto e la chiesa di Santa Croce, mentre Renzo Archetti si propose di percorrere nel contempo (andata e ritorno) il tragitto che porta al “Passaggio a livello di Fiorano al Serio”, ove il treno che Renzo abitualmente utilizzava per raggiungere Milano per lavoro.

Una ricostruzione verosimile che nel 1931, forse in un pomeriggio assolato, spettatori soltanto alcuni amici, fa nascere la “Corsa de öf”. Ad imporsi fu Renzo Archetti, che portò a termine il percorso podistico con il tempo di 42’55”. Nel 1932 fu d’obbligo la rivincita e fu ancora Archetti ad imporsi. La “scommessa” fu riproposta, con protagonisti diversi, sul finire degli anni ‘50, e a partire dagli anni ‘60 le edizioni si sono susseguite con un ritmo regolare, con modalità talvolta diverse dalle origini. Nel 1981, a cinquant’anni dalla prima edizione, l’Atalanta Club Valgandino decise di riportare in auge la manifestazione, riproponendola nello scenario canonico di Piazza Vittorio Veneto, con successiva “frittata” in collaborazione con il Gruppo Alpini e Notte Bianca organizzata da Commercianti e Pro Loco.

A rendere più appassionante l’evolversi della sfida fu l’idea di seguire con un collegamento diretto (oggi reso più facile dalla tecnologia) il concorrente podista, per aggiornare costantemente il pubblico, che assiste sulla Piazza alla raccolta delle uova. All’inaugurazione della stele è prevista la presenza dei figli di Giovanni Bonazzi e Renzo Archetti, che arriveranno da Milano. Due amici uniti, 90 anni dopo, dal ricordo dei propri cari e da una sfida che nel 2022 potrà finalmente tornare ad appassionare.

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