Continua a muoversi la frana di Tavernola. I sindaci mettono in preallerta la cittadinanza

Continua a muoversi la frana di Tavernola, di media di circa un centimetro al giorno. Secondo le stime, rischia di far cadere dal Monte Saresano materiale roccioso il cui volume potrebbe oscillare tra il milione e i due milioni di metri cubi verso il cementificio. L’indicazione è allarmante e tutte le autorità e gli enti si consultano quotidianamente, convocati dall’unità di crisi attivata dall’Amministrazione comunale di Tavernola. Sono momenti di attesa per tutti i comuni rivieraschi: per i modelli di rischio studiati dall’Università Bicocca di Milano, per i dati forniti costantemente dal radar vicino alla cementifera e per i piani di protezione civile comunale che comunicheranno le aree più a rischio con il da farsi.

Oggi saranno comunicate nuove informazioni anche da parte del Centro operativo misto attivato dalla Prefettura di Brescia presso la Comunità Montana del Sebino. Intanto, i sindaci hanno diramato alcuni comunicati: quello di Sale Marasino ha rassicurato i suoi cittadini; essendo il paese schermato da Montisola. Stesso discorso per Sulzano; l’unica porzione esposta è quella di Vertine, zona Palafitta, per la quale il Comune sta pensando ad un piano di evacuazione : sarà una sirena ad avvertire del potenziale pericolo in caso di frana.

I sindaci di Marone e Iseo hanno invece informato i propri cittadini che sarà cura delle rispettive Amministrazioni contattare tutti i soggetti potenzialmente interessati. In attesa che venga stilato un sicuro modello di rischio, l’invito alla cittadinanza è quello di prendere consapevolezza dello stato di preallerta.

La stima che prevede al massimo due milioni di metri cubi di rocce è presa in esame anche a livello formale dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile che sabato ha mandato sul posto uno dei suoi massimi esperti in geologia, il professor Nicola Casagli dell’Università di Firenze. A metà settimana è previsto l’arrivo degli scenari di rischio, su cui finora sono state formulate soltanto delle ipotesi: la previsione più ottimistica è che la frana rallenti e si stabilizzi, la peggiore è che scivoli a valle.

 

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