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Conclusa con successo l’esercitazione Souls a Schilpario

Un intenso fine settimana quello appena trascorso in Val di Scalve che ha visto tornare in Bergamasca i militari dell’Esercito, impegnati in «Saved Souls 2», esercitazione di soccorso in ambiente impervio dove hanno lavorato fianco a fianco gli uomini del Quinto e quelli del Soccorso alpino orobico, insieme ai carabinieri e alle squadre alpinistiche della sezione Ana di Bergamo.

Dal pomeriggio di venerdì 29 marzo fino a notte inoltrata, e poi ancora per tutta la giornata di sabato 30 marzo, una cinquantina di uomini sono stati impegnati nella ricerca e nel soccorso di una famiglia dispersa in montagna in una simulazione che ha visto protagonisti, per la prima volta insieme a Bergamo in attività di questo tipo, l’Esercito e i volontari del Soccorso alpino di Schilpario e della Delegazione orobica. Secondo una direttiva basata su accordi ministeriali, l’Esercito, nelle sue differenti componenti, deve essere pronto a intervenire in occasioni di pubblica calamità, tra le 6 e le 12 ore dall’allerta per supportare i corpi (anche volontari) che operano sui singoli territori e che hanno preparazione e strumentazione specifica. Come nel caso del Soccorso alpino in ambiente impervio. «Saved Souls 2» ha avuto quindi lo scopo di mettere alla prova le capacità di intervento e di coordinamento di personale appartenente a diverse istituzioni. Le attività si sono svolte a Schilpario, prima nella zona della Conca dei Campelli, poi in quella di Malga di Epolo e del Pizzo Camino. Interventi coordinati Il coordinamento tra le varie anime dell’operazione è avvenuto sia a livello operativo, con squadre «miste» sul campo, sia a livello di comando e di coordinazione nella sala operativa. L’esercitazione è stata seguita dal comandante della Brigata Alpina Julia, il generale Alberto Vezzoli, dal comandante del V Reggimento Alpini, colonnello Ruggero Cucchini, del delegato della VI orobica Marco Astori, del coordinatore e formatore di ricerca Corf Gianni Gamba e di Carlo Macalli, consigliere nazionale Ana. La visita dei militari del Quinto Alpini alla Valle di Scalve si è conclusa con la bandiera italiana srotolata giù dal campanile di Schilpario, calata da una parte da un militare, dall’altra da un uomo del Soccorso alpino

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