Colonie feline e «gattari»: ecco le norme a tutela

Occuparsi della cura e del sostentamento delle colonie feline secondo la legge, è un’attività da considerare benemerita. Ma si è tenuti a rispettare le norme d’igiene del suolo pubblico.

Il Comitato Nazionale Ufficio Garante Diritti Animali (U.G.D.A. Onlus) dal 2010, ha come scopo prevalente della propria opera di volontariato la tutela giuridica e legislativa degli animali. In questi anni il Comitato ha però sviluppato particolare esperienza nel campo della tutela delle colonie dei gatti: animali che, se da una parte possiedono numerosi riconoscimenti giuridici con notevole sensibilità del Legislatore, dall’altra, di fatto, sono ancora considerati come i grandi negletti delle Istituzioni.

Lo scopo di U.G.D.A. è di poter fornire maggiori strumenti al fine di difendere i piccoli felini e di informare i cittadini riguardo i diritti di questi piccoli compagni di vita. Per “colonia felina “ si intende un gruppo di gatti che vive in libertà, e che può essere stanziale o può frequentare abitualmente il medesimo luogo pubblico o privato. L’ “habitat di colonia felina” risulta essere qualsiasi territorio o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e non, nel quale vive stabilmente una colonia di gatti liberi, indipendentemente dal numero dei soggetti che la compongono e dal fatto di essere o meno accudita dai cittadini. Le colonie feline risultano attualmente protette dalla legge nazionale 281/91 ( prima legge nazionale volta ad identificare le colonie feline dal punto di vista legislativo) e da tutte le leggi regionali di recepimento agli articoli riguardanti la protezione dei gatti. Tra i più rilevanti diritti, secondo l’ Art . 2 della legge nazionale 281/91 vi sono: il divieto a chiunque di maltrattare i gatti che vivono in libertà; la sterilizzazione dei felini da parte dell’autorità sanitaria competente per territori e la riammissione al loro gruppo; la soppressione dei gatti in libertà soltanto se gravemente malati o incurabili; la gestione da parte degli enti e le associazioni protezioniste, in accordo con le unità sanitarie locali, delle colonie di gatti, il loro impegno nella cura della salute e delle condizioni di sopravvivenza.

Per favorire i controlli sulla popolazione felina, l’ASL in collaborazione con i comuni e con le associazioni, deve provvedere al censimento delle zone interessate dalla presenza di colonie feline. Un’ attività che può essere negata solo qualora la presenza di gatti arrechi serio nocumento all’ igiene pubblica, o qualora gli animali risultassero particolarmente aggressivi. Diritti in più anche per gli amanti e gli appassionati dei gatti.

Occuparsi della cura e del sostentamento delle colonie feline infatti, secondo la legge, è un’attività da considerare benemerita. I “gattari” devono poter avere accesso (talvolta previa richiesta al Sindaco o al Funzionario preposto) a qualsiasi area di proprietà, pubblica e/o privata ad uso pubblico del comune, allo scopo di occuparsi dell’alimentazione e cura dei gatti. Sempre previa autorizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale, gattari e gattare hanno anche il diritto di poter rivolgersi alle mense scolastiche comunali per il prelievo di avanzi alimentari da destinare all’alimentazione degli amici a quattro zampe, oppure ad altre forme di approvvigionamento alimentare istituite al medesimo scopo.

In ogni caso il/la gattaro/a è tenuto a rispettare le norme d’igiene del suolo pubblico, provvedendo alla pulizia della zona dove i gatti sono alimentati, al termine di ogni pasto. “Seguendo queste poche regole dettate dal buon senso e dalla civile convivenza, l’amico Micio sarà maggiormente tollerato anche dagli intolleranti, che non potranno addurre alcuna motivazione per pretenderne l’allontanamento dal luogo dove l’ animale riceve cibo,cure, riparo e…il vostro amore!” – commenta il Comitato UGDA.

Per informazioni: ufficio.garante@gmail.com e Sito web : www.comitatougda.it.

 

 


 

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